Cacciari: «Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la collaborazione convinta e continua tra enti e istituzioni» (M.Lamb.) Il progetto minimal di Tadao Ando piace. Eccome se piace. Per il sindaco Massimo Cacciari, «senza alcuna retorica è un momento che sarà ricordato. Un edificio in stato di quasi abbandono sarà recuperato da un grande architetto. E' il completamento di questa vocazione che Venezia ha per il contemporaneo. Spero che tutti capiscano quanto è stato arduo. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione convinta e continua tra tutti gli enti e le istituzioni. Senza la convinzione della bontà del progetto del progettista da parte del Demanio, che ci ha concesso la Punta per 99 anni. Per collaborare ci vogliono grandi idee e progetti, come questo. Perchè è una città peggio che complicata ma proprio per questo unica». Anche la sovrintendente Renata Codello plaude al progetto. «È un'ipotesi di progetto che abbiamo piano piano costruito insieme e per il minimalismo che lo caratterizza è estremamente rispettoso dell'edificio - ha detto - il complesso è monumentale per la parte estrena piuttosto che per quella interna. Importante è invece lo spazio: e un progetto che vuole sottolineare la qualità dello spazio a nostro avviso si può conciliare con il recupero di questo edificio. Forse parlare di cemento armato può spaventare ma invece è un atto garbato che Tadao Ando fa con materiali costruiti fuori opera e cortesemente appoggiati sul pavimento. Non è difficile lavorare con Ando: la soggezione che ha per la nostra storia lo porta al rispetto totale di essa e puntare sulla qualità è un ordine che rispetta con grandissimo rigore». Pinault sorride. «Questo spazio ci permette di raddoppiare la nostra superficie espositiva grazie all'apporto di circa 3mila metri quadrati - afferma - l'edificio triangolare, che si staglia sulle acque, ad uso dei mercanti della Serenissima, sarà destinato ad accogliere l'arte del XX secolo fino ai giorni nostri - afferma - saranno rappresentate le creazioni degli artisti italiani - l'Arte Povera, ad esempio, e gli artisti dell'ipermodernità, originari da tutto il mondo». La Dogana incarnerà quindi l'eleganza dei francesi e la sintesi della spiritualità giapponese. Sarà il simbolo contemporaneo della bellezza, un ponte tra il passato, il presente e il futuro. «E' un'impresa molto grande da portare avanti - spiega la direttrice di Palazzo Grassi, Monique Veaute - i lavori dureranno un anno. Gli edifici, in stato di abbandono da molto tempo, saranno costruiti nel più rigoroso rispetto dell'aspetto esteriore e delle caratteristiche che li contraddistinguono, ma al tempo stesso rinnovati e dotati di moderne funzionalità tornando ad essere quel faro che i responsabili di Venezia intendono far brillare in tutto il suo splendore. Mentre la collezione permanente di Pinault sarà ospitata nella Dogana, Palazzo Grassi riacquisteràil proprio ruolo di centro culturale. Dividerà le sue cimase fra le tracce delle grandi civiltà e le opere dell'arte più contemporanea. Così, nel 2008, i barbari dell'esposizione "Roma e i barbari" tenderanno per primi la mano, simbolicamente, ai Celti che li avevano preceduti in questo luogo».
Venezia - Un importante esempio di recupero architettonico
Il progetto di recupero del complesso della Punta, in stato di abbandono, è stato possibile grazie alla collaborazione tra enti e istituzioni. Il progetto minimalista di Tadao Ando è stato accettato dal sindaco Massimo Cacciari e dalla sovrintendente Renata Codello. Il complesso sarà destinato ad ospitare la collezione permanente di Pinault e Palazzo Grassi riacquisterà il suo ruolo di centro culturale. I lavori dureranno un anno e saranno realizzati con rispetto dell'aspetto esteriore e delle caratteristiche dell'edificio. Il progetto sottolinea la qualità dello spazio e la bellezza dell'edificio.
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