Questo è il concreto futuro che ci attende se dal governo Cuffaro verrà il via libera definitivo ai quattro inceneritori previsti nella regione. I termovalorizzatori (ingannevole eufemismo) progettati per Bellolampo, Casteltermini-Campofranco, Paternò e Augusta hanno la necessità, per essere economicamente redditizi, di lavorare a pieno regime 24 ore su 24. Sovradimensionati rispetto alla produzione di rifiuti siciliana, per non lavorare in perdita attireranno quantità enormi di immondizia da tutta Italia ed Europa. Quanto meno da quei Paesi che lo riterranno redditizio e vantaggioso per il loro ambiente. Già questo basterebbe a spiegare il recente ammorbidimento di alcuni settori dellUnione europea, che altrimenti non potrebbe che seguire le sue chiarissime linee guida del tutto contrarie a nuovi e vecchi inceneritori. La letteratura scientifica internazionale vera, non quella commissionata dai soggetti economicamente e politicamente interessati alloperazione, è unanime nel considerare anche i più avanzati termovalorizzatori come il metodo di trattamento dei rifiuti più antieconomico e dannoso per salute e ambiente. Lenergia impiegata per incenerire, a tuttoggi, risulta maggiore di quella prodotta. Le quantità di metalli pesanti, furani, diossine e nano-polveri rilasciate nellatmosfera, e quindi nei suoli e nelle acque, da questi impianti sono nettamente superiori, nellimmediato come in prospettiva, a quelli sopportabili da ambiente e salute. Gli interessi delle ecomafie nei trasferimenti nazionali e internazionali e nella gestione di questo enorme patrimonio di immondizia subirebbero un incremento esponenziale e difficilmente controllabile, visti i precedenti. Gli inceneritori, posti pressappoco ai quattro angoli dellIsola, sfrutteranno appieno tutta la rosa dei venti. Quando spireranno scirocco e levante, gli impianti di Augusta e Paternò depositeranno buona parte dei loro veleni su una bella fetta di Sicilia orientale. Soffiando ponente e libeccio, ci ringrazierà la Calabria per il regalino e in contemporanea Bellolampo e Casteltermini inquineranno enormi territori della Sicilia occidentale. E via soffiando. Palermo, con le brezze che dal mare spingono verso terra e le termiche create dalle alture della Conca doro che in parte premono verso la città, si ritroverà in una situazione particolarmente drammatica per la salute dei suoi abitanti. Catastrofismo? No, scienza e realismo. Eppure i metodi, tradizionali o innovativi, per risolvere il problema rifiuti esistono e come. Dalla fondamentale raccolta differenziata, coadiuvata da stabilimenti di riciclaggio, ai modernissimi sistemi di gassificazione al plasma e pirolisi. Ma la raccolta differenziata in Sicilia è sempre Cenerentola, con percentuali che viaggiano intorno a un ottimistico 7 per cento e con la variante negativa che spesso il differenziato raccolto è versato in discarica. Punto e a capo. La legge italiana, per converso, impone una quota da attuare di differenziata del 35 per cento, che in alcuni comuni dItalia è stata anche superata. Consideriamo poi che i costi di realizzazione del solo inceneritore di Bellolampo basterebbero a dotare famiglie e comuni siciliani di strutture e mezzi idonei a effettuare una raccolta differenziata su larga scala, con un impatto economico e ambientale enormemente favorevole. Infatti si calcola che il giro daffari per limpianto a Bellolampo, con lindotto, si aggiri sul miliardo di euro. Hai voglia di acquistare campane per vetro, plastica, carta, mezzi di trasporto dedicati, realizzare stabilimenti di separazione meccanico-biologica. Oggi il futuro già realizzato sono i sistemi di gassificazione al plasma e pirolisi: più di cento esistenti in varie parti del mondo. Costosi certo, ma non più di un inceneritore. Limpatto in emissioni gassose, liquide o solide è praticamente nullo, la produzione di energia pulita e acqua distillata notevolissima. Molti dei ricercatori che hanno realizzato queste tecnologie sono italiani, emigrati in centri di ricerca esteri. Invece la volontà e lintelligenza dei nostri politici sono evidentemente rivolte ad altri vecchi, irrazionali, pericolosissimi orizzonti. E così i siciliani che non ci stanno si danno appuntamento domani alle 15 a Borgo Nuovo (prima comunità a subire le decisioni su Bellolampo) per manifestare contro il piano rifiuti del governo regionale. I comitati delle città interessate dai termovalorizzatori, le associazioni ambientaliste, alcuni sindacati, movimenti cattolici, associazioni riferibili a destra come a sinistra rappresenteranno lintenzione di non permettere che la salute dei cittadini sia sacrificata al profitto e alle convenienze politiche.
Sicilia pattumiera dEuropa con Palermo capofila.Inceneritori per i rifiuti una scelta di retroguardia
Il governo regionale siciliano ha previsto la costruzione di quattro inceneritori per trattare i rifiuti della regione. Questi impianti, sovradimensionati, richiedono di lavorare 24 ore su 24 per essere economici e attireranno grandi quantità di rifiuti da tutta Italia e Europa. Ciò potrebbe avere gravi conseguenze ambientali e sulla salute dei cittadini. La letteratura scientifica internazionale considera i termovalorizzatori come il metodo di trattamento dei rifiuti più antieconomico e dannoso per salute e ambiente. Gli inceneritori potrebbero anche aumentare gli interessi delle ecomafie nei trasferimenti nazionali e internazionali di rifiuti.
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