Reperti recuperati dai carabinieri e 26 denunce OTTOMILA monete antiche recuperate: dai rustici pezzi di bronzo del XIV secolo a.c. ai minuscoli spiccioli medievali. E poi 500 oggetti tra cui piccoli manufatti in ceramica, un set da trucco quasi completo e persino un corredo funerario infantile. Un valore complessivo di cinque milioni di euro. E ventisei denunce in tutta Italia, la maggior parte delle quali nel Lazio. Sono questi i numeri dell'operazione "Castrum" messa a segno dal Comando dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. I militari del colonnello Ferdinando Musella, diretti dal capitano Massimiliano Quagliarella, nello scorso gennaio hanno iniziato a pedinare V.I., un italiano residente in Gran Bretagna, terminale ultimo delle operazioni di ricettazione e esportazione illecita di reperti archeologici. L'uomo è stato fermato a marzo su un treno che dall'Italia era diretto in Germania. I carabinieri hanno sequestrato alla frontiera duemila monete e 50 mila euro in contanti. Da V.I. sono risaliti a una rete di "tombaroli" che rinvenivano le monete e acquirenti che le acquistavano illegalmente. Al denaro del tardo Impero si sono aggiunti frammenti in bronzo, prodromi del denaro. E poi le lucerne: una, realizzata al Gianicolo, porta anche la firma del fabbricante: Caius Oppius Restitutus. Presentando i risultati dell'operazione il Sovrintendente ai Beni archeologici, Angelo Bottini, ha commentato: «Ecco il danno che il commercio illecito rischia di infliggere al nostro patrimonio».