L'assessore Morgano non condivide il pugno di ferro del sindaco Cofferati contro i graffitari «NON vogliamo punire i writers, ma collaborare con loro per trovare spazi e muri disponibili». La linea dura contro i "graffitari" metropolitani che sta prendendo piede in molte città italiane, soprattutto sotto la spinta del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, non trova d'accordo l'assessore al decoro urbano di Genova Roberta Morgano. «I graffiti sono un'espressione artistica, che merita di essere accolta nella nostra città - dice l'assessore - vogliamo dialogare con i writers, sentire le proposte. Sono proprio loro che conoscono meglio i muri che potrebbero essere destinati alla pittura». L'apertura al dialogo con i "pittori urbani" ha già un tentativo alle spalle. Appena conclusi i recenti lavori di ripulitura dei muri nel sottopassaggio della metropolitana di piazza De Ferrari, racconta Morgano «qualcuno ha scritto "tanto noi torniamo". Proprio per cercare di instaurare un dialogo con queste persone, abbiamo affisso, nello stesso punto, un cartello con la frase "allora concordiamo", con riferimento, appunto, alla possibilità di metterci d'accordo. Nessuno da allora si è fatto vivo». Inoltre, aggiunge l'assessore Morgano, «la nostra giunta ha cominciato da poco i lavori. Un vero e proprio progetto su questa questione non c'è. Proprio concordando con i writers e i municipi potremo dar vita a un vero "piano muri"». Le misure richieste da Cofferati, che prevedono multe fino a 1.032 euro e in certi casi anche l'arresto fino a un anno, non piacciono troppo all'amministrazione genovese. «Se dovessimo punire un graffitaro con la reclusione, cosa dovremmo fare a chi, ad esempio, sfrutta le minorenni per la prostituzione? Insomma, mi sembra un po' troppo - conclude Roberta Morgano - c'è ovviamente da fare una distinzione tra chi imbratta e, invece, chi da vita all'arte. Per chi viene colto a scrivere frasi ingiuriose, o comunque prive di qualsiasi connotato artistico concordato, su edifici storici, pubblici e privati ipotizzerei lavori socialmente utili, con lo scopo di ripulire la superficie imbrattata. Ovviamente con le spese a carico del responsabile. Questo non vuol dire essere permissivi nei confronti di chi danneggia il bene pubblico, noi vogliamo rigore e rispetto senza esagerare». La voce "decoro urbano" ha comunque un peso sulle casse di Tursi. Per il 2007, infatti, sono stati stanziati 75mila euro per la ripulitura dei muri. Ogni metro quadro della città tirato a lucido costa circa nove euro. Qualcuno in più, invece, la pittura protettiva speciale con cui l'Amiu Bonifiche, società a contratto con il Comune per la pulizia delle superfici, ha ricoperto i palazzi pubblici della città. Una sorta di pellicola isolante, che limita l'azione intaccante della vernice spray sull'intonaco degli edifici. La questione graffiti verrà affrontata anche nel piano sicurezza che il Governo presenterà per la fine di settembre. Per ora si prevede uno specifico reato contravvenzionale per chi detiene, senza una sufficiente motivazione, bombolette spray. Ma i "graffiti d'autore" saranno salvi. Almeno, così sembra. "Con loro potremmo dar vita a un vero progetto scegliendo gli spazi più adatti" "Quei disegni sono un'espressione artistica che merita di essere accolta a Genova"
(Genova) Tursi, linea morbida con i writers "Troviamo insieme i muri liberi"
L'assessore al decoro urbano di Genova Roberta Morgano non condivide la posizione del sindaco Sergio Cofferati sulla repressione dei graffiti. Morgano sostiene che i graffiti sono un'espressione artistica che merita di essere accolta nella città e che si deve dialogare con i "pittori urbani" per trovare spazi e muri disponibili. Ha già provato a instaurare un dialogo con i graffiti con l'affissione di un cartello con la frase "allora concordiamo" dopo la ripulitura dei muri nel sottopassaggio della metropolitana di piazza De Ferrari. Tuttavia, nessuno si è fatto vivo. La giunta di Morgano ha cominciato a lavorare su questo tema, ma non c'è ancora un progetto specifico.
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