LA PRIMA è una buona notizia. Finalmente la Soprintendenza per i beni artistici e storici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna e Rimini non rischia più di rimanere al freddo o di subire il taglio dei fili della luce. Uno stanziamento ministeriale extra di 400.000 euro ha infatti consentito di pagare gli arretrati con Enel ed Hera rimasti inevasi negli ultimi cinque anni. A ruota viene però subito la doccia fredda: la perdurante mancanza di un dirigente titolare ne sta paralizzando la riorganizzazione interna e bloccando il turn over, mettendo a repentaglio la piena fruizione della Pinacoteca che per mancanza di custodi apre a scartamento ridotto (cioè con sale disponibili a rotazione nell'arco delle dodici ore) e in prospettiva potrebbe anche tornare alla sola fruizione mattutina. LA PRIMA A SOFFRIRE della situazione di stallo in cui versa l'ufficio è la designata ad interim Lorenza Mochi Onori, arrivata nel mese di febbraio per porre fine alla lunga reggenza di Franco Faranda e ancora in sella anche se lei si augura sia solo per poco. «Le uniche soluzioni adottate riguardano la routine spiega ma nelle attuali condizioni non si possono assumere iniziative di lungo respiro. Conto di lasciare il testimone a fine anno e da Roma mi ssicurano che ci saranno nomine al massimo entro gennaio. Speriamo, visto che non posso certo dare il meglio, oberata come sono da mille altri impegni». Pur con una visione forzatamente parziale della situazione, la stessa Mochi individua nella riorganizzazione dei servizi la priorità assoluta. «Tra pensionamenti e spostamenti urge una sistemata alle piante organiche ma si tratta di un'operazione complessa che necessita di un responsabile plenipotenziario». FRANCO FARANDA, che a lungo ha retto via Belle Arti e tuttora detiene deleghe cruciali, azzarda anche un numero: «Una quindicina almeno di persone servirebbero per il funzionamento: dieci guardasale e i restanti da dislocare negli uffici per guadagnare un buon ritmo di lavoro». Neanche lui però ritiene possibile in questa fase mettere mano al riordino degli incarichi. «Esistono situazioni consolidate che solo un dirigente nel pieno dei suoi poteri può eventualmente scardinare. Non certo io che sono il supplente della supplente e rischierei solo di inimicarmi interi uffici senza nemmeno sapere se la mia impostazione sarà poi condivisa dal nuovo soprintendente». Insomma la macchina arranca anche se ci sono punti fermi che qualificano la struttura mantenendola ai vertici nazionali. Intanto il programma di accessibilità dedicato ai disabili. «Vorremmo assicurare non la fruibilità di Stato, quella di legge - specifica Faranda - ma adoperarci veramente per fare tutto il possibile e dare risposte a ogni tipo di difficoltà». A COMINCIARE dall'inserimento in atto di alcuni ragazzi affetti da disagio psichico che con uno stage stanno affiancando il personale di guardiania. Senza peraltro poter risolvere i già evidenziati problemi di apertura a singhiozzo. «Casuali», definisce gli orari lo stesso Faranda che non potendo contare su un pool di sostituti decide giorno per giorno le modalità di fruizione delle sale. E non per cattiva volontà se perfino il Ministero ha riconosciuto pubblicamente i meriti gestionali del reggente inviandogli un elogio per l'ottima capacità di spesa. «A dicembre 2006 arrivai trovando in cassa un residuo di un milione e 600.000 euro. Ho lasciato l'incarico con 300.000 euro, a dimostrazione che i debiti non erano frutto di una scadente managerialità periferica ma di una mancanza di liquidità a monte». Così, sfidando anche le ire dell'ufficio Economato retto da Alfonso Galdi, Faranda è riuscito a imporre il suo metodo di dislocazione delle risorse non per capitoli, che di fatto ingessavano gli impegni, ma per onorare i contratti già siglati, col risultato di arrivare al pareggio già entro l'anno.
(Bologna) La Soprintendenza non è più in rosso. Il deficit è stato ripianato ma la Pinacoteca funziona a singhiozzo
La Soprintendenza per i beni artistici e storici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna e Rimini ha ricevuto uno stanziamento ministeriale di 400.000 euro per pagare gli arretrati con Enel e Hera. Tuttavia, la situazione è complessa a causa della mancanza di un dirigente titolare, che sta paralizzando la riorganizzazione interna e bloccando il turn over. La designata ad interim Lorenza Mochi Onori si augura di lasciare il testimone a fine anno, ma non può attuare iniziative di lungo respiro.
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