Beni culturali, strigliata del consiglio di stato a via del collegio romano L'indicazione che giunge al ministero è quella di accorpare le direzioni del bilancio e del personale. Difficoltà per le nomine promesse Parere favorevole del Consiglio di Stato per il riordino e la riorganizzazione del ministero dei Beni culturali, ma a delle condizioni vincolanti. La prima è che via del Collegio romano preveda, nella rimodulazione del corpo ministeriale, una direzione generale in meno e l'accorpamento della direzioni generale del bilancio con la direzione generale del personale. Direzioni che invece nello schema arrivato al consiglio di stato erano previste come scorporate. La seconda è «l'identificazione numerica degli uffici di livello non dirigenziale riferiti a ciascun ufficio di primo livello». In altre parole il Consiglio di Stato chiede al ministero dei Beni culturali di fargli sapere esattamente quante saranno in Italia le soprintendenze, le biblioteche e gli archivi dopo il riordino del dicastero e a quali uffici dirigenziali dovranno rispondere. A preoccupare il ministro Francesco Rutelli è soprattutto il primo rilievo del Consiglio di Stato. Infatti l'accorpamento delle due direzioni generali del bilancio e del personale significa una ridotta capacità di redistribuzione politica da parte del gabinetto del ministro. Peraltro in uno degli snodi strategici di via del Collegio romano. Oggi alla direzione generale Bilancio e personale c'è Mario Turetta, già direttore regionale in Piemonte e recentemente chiamato a Roma da Francesco Rutelli. Resterà lui alla guida del dipartimento accorpato? E se si che fine farà Bruno De Santis, nella bozza di riordino, candidato alla direzione al personale visto che la direzione generale al patrimonio (dove oggi è De Santis) verrà accorpata con quella per l'arte e l'architettura? Ma sono problemi questi che il consiglio di Stato non si pone: «Non v'è dubbio che dagli accorpamenti derivi un notevole irrigidimento dell'assetto organizzativo delle amministrazioni», si legge nel testo del parere del consiglio, ma si tratta evidentemente di un effetto voluto dalla legge finanziaria per garantire le previste economie: valuterà il governo se, una volta raggiunto l'obiettivo, ci saranno le condizioni per reintrodurre una maggiore elasticità della disciplina». Per ora l'ordine è accorpare.
Altra bocciatura per Rutelli
Il Consiglio di Stato ha espresso un parere favorevole al riordino e alla riorganizzazione del Ministero dei Beni culturali, ma con condizioni vincolanti. La prima condizione è che la direzione generale del bilancio e quella del personale vengano accorpate, mentre le direzioni generali delle altre aree vengono mantenute separate. Il Consiglio di Stato richiede anche l'identificazione numerica degli uffici di livello non dirigenziale. Il ministro Francesco Rutelli è preoccupato per la ridotta capacità di redistribuzione politica che deriva dall'accorpamento delle due direzioni generali.
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