NEL CILENTO Negli ultimi anni nell'area del Parco registrate un centinaio di piccole e grandi violazioni - CAMPI FLEGREI Secondo alcune ipotesi, in questa zona avrebbero agito criminali interessati allo smaltimento di rifiuti tossici Incendi, abusivismo edilizio, rifiuti tossici. Fenomeni che in Campania sembrano legati da un denominatore comune. Nella zona del Cilento, pesantemente colpita dagli incendi di questi giorni, da anni si combatte con le fiamme estive e abusi edilizi che non conoscono stagione. Lì, tra Palinuro e Agropoli sulla costa e, all'interno, verso Vallo della Lucania, si estende il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, 181mila ettari, 80 comuni. Negli ultimi anni sono stati oltre 100 i piccoli e grandi abusi, dal maxi villaggio turistico edificato a picco sul mare alla villetta costruita dove prima c'era una pineta. «A Baia di Punta Licosa ricorda il commissario straordinario del Parco del Cilento, Giuseppe Tarallo alle fine degli anni 80 hanno cominciato a costruire un villaggio da 180mila metri cubi e 380 unità abitative». I lavori per edificare il mostro di Montecorice, in realtà, sono iniziati sulla base di una licenza edilizia regolarmente concessa. Poi, quando Tarallo era alla guida del Comune nel 2001, la licenza è stata revocata e si è provveduto all'abbattimento. Sono ancora in piedi, invece, 4 edifici abusivi costruiti sempre su un terreno incendiato negli anni scorsi in località Ripe Rosse. «I manufatti sono ben visibili dal mare e dice Tarallo sono un pugno nell'occhio. Abbiamo più volte chiesto all'attuale amministrazione comunale di Montecorice di provvedere all'abbattimento, ma senza risultato. Tuttavia, va detto che i Comuni non hanno i fondi necessari per la demolizione». La mappa delle illegalità edilizie in Cilento, però, è fatta anche da abusi di piccole dimensioni, spesso difficili da scoprire perché nascosti all'interno di una fitta vegetazione. «In questi giorni, mentre si spegneva un incendio ad Agnone afferma ancora Tarallo uno dei soccorritori ha scoperto un manufatto al centro di una pineta. Inoltre, basta percorrere la statale da Agnone a Vallo della Lucania per vedere una serie di costruzioni che, negli anni scorsi, non c'erano». Secondo Tarallo negli ultimi due decenni gli abusi sono stati possibili grazie ad una "edilizia facile" perché in passato si concedevano lottizzazioni e licenze senza pensare troppo al perché un'area dove prima c'era un bosco è diventata successivamente edificabile. È il caso di alcune strutture turistiche costruite all'interno del Parco, nominato tra l'altro patrimonio dell'Unesco, immerse nella vegetazione e che, in caso di incendio, rischiano di essere distrutte dalle fiamme con evidente pericolo per gli ospiti. Il commissario del Parco del Cilento denuncia anche un altro aspetto del mattone selvaggio in zona: «In molti terreni agricoli vengono costruiti edifici che dovrebbero essere rurali e, invece, si tratta di ville con tutti i comfort. Il problema è che la legge regionale vigente non è attuale ed andrebbe modificata». In questa estate di emergenze anche il Parco dei Campi Flegrei, a due passi da Napoli, è stato devastato dalle fiamme. Particolarmente colpite le zone di Agnano e del Campiglione. «Qui spiega il presidente del Parco, Francesco Escalona in passato non c'è stata una grande speculazione edilizia perché la zona era già sottoposta a vincoli paesaggistici ed archeologici. Oggi, però, il vero problema potrebbe non essere l'abusivismo edilizio». Se, infatti, non c'è la possibilità di costruire sui terreni incendiati, perché dare fiamme a decine di ettari di vegetazione? Escalona avanza un'ipotesi preoccupante: «Le zone distrutte dalle fiamme potrebbero essere utilizzate come discariche di materiali tossici. Su queste aree c'è bisogno di aumentare i controlli per evitare che gente senza pregiudizi possa sversare indisturbata sostanze che possono avvelenare tutta la zona». Il rischio, insomma, è che sull'area flegrea ci siano le mire delle organizzazioni specializzate nello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. «Non è difficile: basta andare con un furgone di notte continua Escalona e scaricare cadmio o altre sostanze nocive. Oltre ai controlli è necessario sensibilizzare anche la popolazione». Lo smaltimento di questi rifiuti è un affare milionario per l'ecomafia, forse anche più di ville, ristoranti e villaggi turistici abusivi. Ed in Campania non sarebbe la prima volta.
NAPOLI In Campania dopo le fiamme gli abusi edilizi
Nell'area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in Campania, sono stati registrati oltre 100 abusi edilizi negli ultimi anni, tra cui incendi, abusivismo edilizio e rifiuti tossici. Il commissario straordinario del Parco, Giuseppe Tarallo, denuncia che molti abusi sono stati possibili grazie ad una "edilizia facile" che ha consentito la costruzione di strutture turistiche all'interno del Parco. Inoltre, Tarallo sottolinea che molti abusi sono nascosti all'interno di una fitta vegetazione e che è difficile scoprire le violazioni.
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