Patrimoni. Come cambia il profilo degli enti che si occupano della tutela di beni ambientali e culturali Professionalità, capacità nel campo della raccolta fondi e della comunicazione. Altro che "estetica": per fare il volontario in campo artistico è sempre più urgente armarsi di pragmatismo, capacità imprenditoriale e senso pratico. «Basta guardare i comitati di difesa del territorio, nati negli ultimi anni osserva Marco Magnifico, direttore generale culturale del Fai, Fondo per l'ambiente italiano . Prendiamo quello contro la cementificazione della Val d'Orcia o il comitato che si oppone alle trivellazioni petrolifere in Val di Noto: hanno il grandissimo merito di smuovere le coscienze, ma devono professionalizzarsi velocemente se vogliono essere all'altezza della complessità delle leggi e tenere testa alle amministrazioni locali». Servizi aggiuntivi In Italia, l'attività volontaria in campo artistico e culturale è garantita dalla legge quadro sul volontariato (la 266 del 1991) e ribadita dalla cosiddetta legge "Ronchey" (la 3 del 1993) che, in ambito museale, istituisce alcuni servizi aggiuntivi tra cui quello volontario. «Sono circa 140, per un totale di 1.500 volontari, le associazioni che offrono il loro servizio in musei e strutture statali, in convenzione con il ministero», spiega Anna Maria Buzzi, direttore generale del ministero dei Beni culturali. Inoltre esistono enti privati che valorizzano il patrimonio artistico delle amministrazioni locali (come le associazioni che si occupano di cimiteri storici o di villaggi di archeologia industriale, si vedano i due articoli sotto). Infine c'è il caso esemplare del Fai, che tiene aperto e cura un patrimonio proprio di 36 beni, con il sostegno di centinaia di volontari e 75mila soci. E che il 29 e il 30 settembre contribuirà con il ministero alla gestione delle «Giornate europee del patrimonio», durante le quali mille siti italiani saranno gratuitamente aperti al pubblico. «Il tema dei beni culturali è meno importante di quello dell'ambiente o della fame nel mondo ammette Marco Magnifico, del Fai e questo rende la nostra attività più difficile. Il restauro e la cura dei beni monumentali costano; e la gente spesso preferisce donare in altre direzioni. Per questo le non profit che si occupano di arte devono affinarsi nella comunicazione e nella raccolta fondi, anche nei confronti delle imprese, sottolineando che donare in questo settore non è semplice filantropia ma porta un grande vantaggio di immagine all'azienda». Un altro problema centrale è la formazione dei volontari: «Il Fai può contare su diverse centinaia di volontari, organizzati in delegazioni in cento città italiane spiega Magnifico . Ogni anno organizziamo per loro un convegno residenziale. Tre giorni in cui li aggiorniamo su temi tecnici, legali, amministrativi. Il delegato deve avere un profilo alto: deve sapere che cos'è un piano regolatore o quali sono i problemi di un impatto ambientale; solo così potrà avere un ruolo attivo nella difesa del patrimonio». L'identikit Il volontario Fai è molto spesso una donna, tra i 40 e i 45 anni, con un profilo socio-culturale alto. «L'età media dei volontari si sta abbassando conferma Magnifico e questa è di certo una buona notizia, anche se non abbiamo ancora programmi specifici per il volontariato giovanile. Il lavoro di rappresentanza che chiediamo ai delegati è incompatibile con lo slancio dei più giovani, che per ora intervengono solo nelle grandi manifestazioni di mobilitazione popolare, come la giornata Fai di primavera, quando ben 6mila persone in tutt'Italia ci aiutano a tenere aperti 600 monumenti». Per gli addetti ai lavori il futuro della salvaguardia artistica e ambientale potrebbe riservare qualche sorpresa positiva: «L'impressione è che la gente abbia più coscienza di un tempo conclude Magnifico . Si rende conto del "sacco del paesaggio" che la speculazione edilizia sta compiendo. La prova è che i giornali, solo rispetto a 4-5 anni fa, danno molto più spazio a questi temi. Segno che interessano anche ai lettori comuni». Fai (Fondo per l'ambiente italiano): www.fondoambiente.it Aipai (Associazione italiana del patrimonio archeologico industriale): www. patrimonioindustriale.it Associazione Nema (promozione villaggio operaio di Crespi d'Adda): www.crespidadda.it Asce (Association of significant cemeteries in Europe): www. significantcemeteries.net Amici dei cimiteri storici monumentali di Reggio Emilia: info itgsecchi.it
Difesa schierata a regola d'arte Ai volontari servono capacità nel comunicare e nella raccolta fondi
Il Fondo per l'ambiente italiano (Fai) e il Ministero dei Beni culturali stanno lavorando insieme per gestire i beni culturali e ambientali in Italia. Il Fai ha 36 beni curati con il sostegno di centinaia di volontari e 75mila soci. Il tema dei beni culturali è meno importante di quello dell'ambiente o della fame nel mondo, ma il restauro e la cura dei beni monumentali costano. Le non-profit che si occupano di arte devono affinarsi nella comunicazione e nella raccolta fondi. Il Fai organizza un convegno residenziale ogni anno per i suoi volontari, in cui vengono aggiornati su temi tecnici, legali e amministrativi.
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Bene culturale
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