I protagonisti al lavoro tra libri e dipinti antichi Musei, soprintendenze e fondazioni rappresentano gli sbocchi tradizionali ma nuovi spazi si apriranno nel turismo culturale Le proposte che rientrano sotto la dicitura "master in beni culturali" si sviluppano coprendo sia l'aspetto della tutela e della conservazione del patrimonio artistico-culturale del nostro Paese, sia l'aspetto della gestione economico-organizzativa, anche nel l'ottica di un turismo culturale sostenibile. Sul primo fronte quello della tutela e conservazione premettendo che le risorse e i finanziamenti in questo campo sono scarsi e l'inserimento nel mondo del lavoro piuttosto difficile, le università italiane si sono attrezzate con numerosi corsi. Per avere un'idea della varietà delle tematiche si possono citare, ad esempio, l'università di Trento, che offre un master in gestione e conservazione dei beni culturali, e l'università di Bologna, che nelle sedi di Ravenna e Trapani organizza un master in conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni archivistici e librari, pubblici ed ecclesiastici della Sicilia occidentale. Mentre la sede di Brescia dell'università Cattolica punta sulla conservazione degli archivi ecclesiastici e l'università di Verona sulla conservazione dei dipinti antichi. Dalle tele alle pellicole Gli insegnamenti di questo gruppo prevedono un nucleo di materie storiche (quali storia dell'arte, storia della critica dell'arte, storia della filosofia, del teatro e del cinema) cui si sommano insegnamenti mirati alla conservazione e all'archiviazione del patrimonio archeologico, architettonico, paesaggistico, musicale, librario o cinematografico. Inoltre, nel caso di master più orientati alla gestione e all'organizzazione, i piani di studio includono materie economico-giuridico come project management, management delle organizzazioni culturali, marketing dei prodotti culturali e legislazione italiana e dell'Unione europea. «Da noi fa il punto Francesco Casarin, condirettore del master di II livello in management dei beni e delle attività culturali del l'università Ca' Foscari di Venezia si iscrivono laureati che arrivano da lettere, filosofia, lingue e conservazione dei beni culturali, ma non mancano laureati in area giuridico-economica e in scienze della comunicazione». Lo scopo del corso, continua Casarin, «è preparare futuri operatori e manager nel settore dei beni culturali, destinati a lavorare nei musei, nelle soprintendenze, nelle fondazioni, negli enti locali e anche nelle aziende interessate a investire in cultura». Il business dell'arte Altrettanto articolate, e piuttosto spendibili dal punto di vista lavorativo, sono le proposte formative orientate verso il turismo. Spiega ad esempio Elisabetta Zuanelli, direttrice del master di I livello in tecnologie e comunicazione per lo sviluppo del turismo e dei beni culturali del l'università Tor Vergata di Roma: «Abbiamo pensato a un programma che spazia dall'ambito giuridico-economico a quello delle tecnologie digitali per la progettazione di siti, portali e servizi online connessi al turismo e alla messa a punto di itinerari turistici inediti». Quanto agli spazi occupazionali, secondo Zuanelli, «gli interlocutori per questo tipo di profili vanno dagli enti pubblici alle istituzioni che si occupano di turismo dei beni culturali, accanto ai privati come agenzie di viaggi e tour operator».
LE PROSPETTIVE dei "master in beni culturali"
I master in beni culturali si sviluppano in Italia coprendo sia la tutela e la conservazione del patrimonio artistico-culturale che la gestione economico-organizzativa. Le università italiane offrono numerosi corsi in questo campo, come ad esempio il master in gestione e conservazione dei beni culturali dell'università di Trento e il master in conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni archivistici e librari della università di Bologna. Gli insegnamenti prevedono materie storiche e tecniche di conservazione, oltre a materie economico-giuridiche come project management e marketing dei prodotti culturali. I master più orientati alla gestione e all'organizzazione includono anche materie legate alla legislazione italiana e dell'Unione europea.
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