Procedura discutibile, documentazione carente, carteggi sconcertanti, Regione Campania silenziosa e - fino a prova contraria - inadempiente su atti invece fondamentali: dunque, prende corpo la necessità di rivolgersi alla Unione europea perché «evidenti appaiono le omissioni» su aspetti fondamentali. Prima sequestrato, su denuncia - raccontano - proprio della Regione. Poi in gran parte liberato dai sigilli. Tutto legale, sanciscono i magistrati. Ma la polemica non si placa. Anzi, sul Domitia Village - cascata di cemento da 100mila metri quadri - ora è scontro fra istituzioni. Dopo il vertice svoltosi a Roma, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio fa partire, tramite il direttore generale Aldo Cosentino, una stentorea nota all'indirizzo della Regione Campania, area Ecologia e area Tutela dell'ambiente, in cui si chiede di sapere se a suo tempo per il mega-villaggio in costruzione sulle rive del lago Patria, che era e resta sito di interesse comunitario, «sia stata espletata la procedura di valutazione di incidenza, così come disposto dalla normativa vigente». Il direttore Cosentino sottolinea nella nota che il suo ufficio aveva avanzato identica richiesta già il 22 marzo del 2006, dopo un esposto pervenuto da parte del comitato cittadino pro-legalità del Comune di Castelvolturno e dell'associazione Studi ornitologici Italia meridionale, che riportavano - altro che «nessuno sapeva» - «diverse situazioni di illegalità verificatesi nell'area in esame, che comprende numerosi siti di importanza comunitaria nonchè zone di protezione speciale». Non solo. La direzione generale del ministero ricorda che, non avendo mai ottenuto dalla Regione alcuna risposta sulla valutazione di incidenza, il 19 gennaio 2007 e il 12 giugno successivo erano state spedite altre due note in cui si insisteva nella richiesta. Ma senza ottenere risposte. Eppure, in gioco c'era e resta l'impatto che quei manufatti producono sull'habitat e sulle migliaia di specie di flora e fauna presenti in zona. Solo il 24 luglio scorso dal palazzo della Regione Campania ci si decide finalmente a rispondere al ministero. La nota è firmata dal settore Ecologia, ma viene redatta solo per precisare «di non essere al corrente della questione, non essendo pervenuta alcuna corrispondenza in merito all'argomento». Insomma, una risposta che non risponde. E non offre lumi. Anche perché il settore Ecologia della Regione Campania si limita a far sapere di aver trasmesso la richiesta al settore Tutela dell'ambiente della Regione Campania, «competente - precisa il dirigente Ettore Zucaro - in materia di valutazione di incidenza». Già, ma che fa a sua volta il settore Tutela dell'ambiente della Regione Campania? Fornisce risposta al quesito? Nega la propria competenza? La conferma? No, niente. Non fa sapere assolutamente niente. Al cantiere di lago Patria intanto i lavori proseguono. Come è ovvio che sia. Regione silente, villaggio crescente. Di qui, l'ennesima sollecitazione del direttore Cosentino. Che ora invoca «esaustive informazioni» e «nel più breve tempo possibile». Dal canto suo, l'assessore ai parchi della Provincia di Napoli, Francesco Borrelli, commenta: «Una cosa è certa: bisogna fare di tutto per ottenere totale chiarezza sul Domitia Village». È da presumere che, se dalla Regione dovessero perpetuarsi questi silenzi, il ministero dell'ambiente potrebbe decidere di coinvolgere nella vicenda l'Unione europea, esautorando di fatto l'ente locale dalla spinosa vicenda del Domitia Village. Negli ambienti ministeriali si sta peraltro riflettendo, in queste ore, anche sul fatto che l'area su cui sorge il Domitia Village è libera da vincoli ma limitrofa a zona soggetta a tutela. Ci si chiede perché - se per le aree protette e i parchi le zone limitrofe sono per legge soggette a tutela - lo stesso criterio non dovrebbe valere anche per una riserva naturale e archeologica come quella del lago Patria. Dice l'urbanista Guido D'Angelo: «Molto dipende da quel che c'è scritto nel decreto che sancisce i vincoli. In questi casi, in genere si stabilisce una zona di rispetto. Anzi, si dovrebbe per obbligo. Li chiamano vincoli indiretti. Sulla liceità di quelle concessioni, invece, mi pare che al lago Patria siano riusciti a muoversi proprio sul filo del tempo». Perché, professore? «La nuova normativa, che parte dal dicembre 2004, non consentirebbe oggi la realizzazione di un Domitia Village. Tanto è vero che, se trascorsi i tre anni i lavori non fossero ultimati, i costruttori dovrebbero in teoria chiedere nuovi permessi. Ma non potrebbero ottenerli».