L'annuncio arriva alla vigilia dell'apertura della grande mostra che da domani al prossimo 20 gennaio porterà a Madrid «A la sombra del Vesuvio, Pompeya y Herculano» («All'ombra del Vesuvio, Pompei e Ercolano»): è Antonio De Simone il nuovo city manager della Soprintendenza Archeologica di Pompei. La funzione di durettore amministrativo era vacante dal luglio scorso quando non era stato riconfermato nell'incarico Luigi Crimaco. Archeologo, cinquantanove anni, originario di Sant'Anastasia, De Simone è docente di Archeologia all'Istituto universitario «Suor Orsola Benincasa» di Napoli e di Metodo della ricerca archeologica alla Facoltà di Architettura della Federico II. È stimato in campo internazionale quale uno dei massimi esperti dell'area pompeiano-ercolanese e la sua nomina completa nuovamente il consiglio di amministrazione della Soprintendenza. L'incarico conferito con decreto del ministro Francesco Rutelli è valido solo sino a dicembre 2007: secondo la prassi, dovrà avere l'ok del Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, e poi essere registrato dalla Corte dei Conti. In attesa dello svolgersi dell'iter De Simone preferisce la consegna del silenzio. «Siamo lieti - dichiara Gianfranco Cerasoli della Uil-beni culturali - se la decisione del Ministro è quella di mantenere autonoma la Soprintendenza di Pompei. Se l'operazione mira soltanto a dare risposte alla politica locale, allora diciamo che si illude la città di Pompei non si mette il manager in condizioni di operare». Intato, i tesori archeologi di Pompei ed Ercolano sbarcanoa Madrid. Quasi centocinquanta documenti, tra reperti archeologici, incisioni, acquerelli e gigantografie saranno in mostra negli spazi del Conde Duque, a partire da domani fino al prossimo 20 gennaio per aprire una finestra su tutto quanto è accaduto dal 79 dopo Cristo a oggi. «A la sombra del Vesuvio, Pompeya y Herculano» («All'ombra del Vesuvio, Pompei e Ercolano») è il titolo dell'esposizione che verrà presentata - domani alle 13,30 - all'Istituto Italiano di cultura di Madrid dall'assessore regionale Marco Di Lello: alle 20 l'apertura ufficiale con un concerto dei solisti della Cappella della Pietà di Napoli. Interverranno per l'Italia il sottosegretario agli Esteri, Ugo Intini, e per la Spagna la Secretaria alla Cultura, Maria Dolores Carrion. Venerdí alle 12 nuova conferenza stampa. La mostra nei mesi successivi si sposterà verso Salamanca e Merida. «Alcuni tra reperti partiti da Napoli per Madrid - spiega la Soprintendente archeologa, Maria Luisa Nava - non sono mai stati mostrati. Lo saranno ora per sottolineare quanta cultura hanno in comune Spagna e Italia». E maggiormente Napoli, che fu Viceregno spagnolo nel Seicento. Gli scavi a Ercolano e Pompei, difatti, vennero iniziati e sostenuti a partire dal 1738 dal re Carlo di Borbone, che 21 anni dopo, nel 1759, però, dovette partire da Napoli per andare ad occupare il trono di Madrid, lasciato vacante dalla morte di suo fratello, Ferdinando VI. L'ultimo gesto di re Carlo, raccontano le cronache, fu quello di sfilarsi dal dito il bell'anello trovato durante lo scavo di Pompei: niente di Napoli e men che mai uno dei reperti che le città sepolte dal Vesuvio restituivano a ogni colpo di vanga, sarebbe uscito dal suo ex regno. L'anello, con un castone lavorato a forma di maschera teatrale, non sarà tra i reperti in mostra. Vi saranno invece alcuni tra i bronzi più belli: una Minerva (con decorazioni in rame e argento) e una Iside - Fortuna. Gli oggetti proposti spaziano dalla sfera femminile a quella del lusso, dalla religiosa a quella dei rapporti sociali e, eccetto alcuni provenienti da Pompei (calchi di vittime) sono frutto di prestiti della Soprintendenza archeologica di Napoli. Dal Polo Museale di Capodimonte arriveranno quattro acquerelli di Giacinto Gigante, con tema gli scavi settecenteschi di Pompei; quindi, sei incisioni antiche di Pompei, e due quadri di Pierre Volaire sull'eruzione del Vesuvio. L'Osservatorio Vesuviano fornisce mappe e materiale sulle eruzioni. Il viaggio nella storia, infine, termina con la ricostruzione di uno spazio domestico: le stanze di una casa pompeiana-ercolanese e l'esposizione contestuale degli oggetti originali: mobili e stoviglie, usati nel primo secolo dopo Cristo.