Il complesso sorge sulle sponde del lago Patria in un'area vincolata DALL'INVIATO . Oggi al ministero per l'Ambiente riservatissima (e informale) riunione negli uffici della direzione generale per mettere a punto i possibili interventi sul Domitia Village, il mega-complesso turistico da 100mila metri quadri sulle rive del lago Patria prima sequestrato e poi in gran parte dissequestrato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Il ministro Pecoraro Scanio, come annunciato già a Il Mattino, aspetta che i carabinieri del Noe gli forniscano tutti i dettaggli sull'iter finora seguito, a partire dalle concessioni uscite dagli uffici del Comune di Castelvolturno nel cui territorio il cantiere incombe. Il cantiere è legale. Ma la polemica infuria. E anzi, ogni giorno scendono in campo nuovi soggetti. «Basta, la legge ci dà il diritto di esprimere la nostra opinione e di imporre le nostre ragioni»: scatta la mobilitazione dei sindaci dell'area, in particolare quelli di Castelvolturno e Giugliano. Ieri il comitato direttivo del Parco riserva regionale Licola foce Volturno, di cui oltre ai primi cittadini fanno parte anche le amministrazioni provinciali di Napoli e Caserta nonché numerose associazioni, ha diffuso un documento in cui chiede all'unanimità ai carabinieri «di acquisire al più presto tutti gli atti relativi alla vicenda del Domitia Village». Fa sapere Francesco Borrelli, assessore all'Agricoltura e ai Parchi della Provincia di Napoli: «C'è la possibilità che sia da invalidare tutta la procedura finora seguita. Esistono infatti due perimetrazioni dell'area in cui insiste il cantiere: nella prima tutto il cantiere era sotto vincolo, nella seconda la situazione si presenta modificata e solo una parte del cantiere apparirebbe sotto vincolo». Dal canto suo, il presidente del Parco, Domenico Marino, denuncia secco: «Da almeno un paio di anni chiedo con note scritte al Comune di Castelvolturno e alla Regione di poter esprimere il mio parere sul cantiere Domitia Village, così come mi obbliga la legge. Non ho mai ricevuto risposte positive. Hanno continuato a ripetermi che - essendo quei manufatti in zona non vincolata - la questione non era di mia competenza. Ora pretendo un programma di abbattimento almeno nella zona rimasta sigillata. Voglio sapere tempi e modi. E mi serve leggere gli atti, per studiare il da farsi e capire come bisogna comportarsi nelle aree contigue a quelle coperte da vincoli come appunto è l'area di quel cantiere». Tutto legale, ha stabilito la magistratura. E non si può negare che le documentazioni sul Domitia Village in mano alla procura abbiano consentito indagini accurate e puntuali. I più critici però insistono: c'è da approfondire la dinamica dei fatti, la natura delle concessioni, l'entità dell'impatto di quei manufatti sul territorio. Insomma, tutto legale. Ma la battaglia infuria. I partiti della maggioranza in consiglio regionale campano, ieri riuniti in un vertice con il presidente Bassolino e gli assessori, hanno preso atto della delicata situazione, approvando senza riserve il principio secondo cui tra le priorità assolute dei lavori del consiglio debba esserci il varo immediato di quel Piano regionale territoriale già passato in giunta ma rimasto al palo: «Va approvato subito - si è detto - perchè è l'unico strumento in grado di impedire nuove aggressioni».