Castellammare. «È una straordinaria occasione per far riscoprire i tesori archeologici della città». Il sindaco Salvatore Vozza e l'assessore alla cultura Massimo de Angelis salutano con soddisfazione l'inaugurazione di una sala tutta dedicata a Stabiae, fissata per oggi pomeriggio alle 17, al museo archeologico nazionale di Napoli nel nuovo allestimento voluto dal sovrintendente archeologico di Napoli e Caserta, Maria Luisa Nava. Tra i reperti provenienti dalle ville di Varano (villa Arianna e villa San Marco) spicca la Flora, uno dei dipinti più importanti e noti giunti dal mondo antico e vanto dell'archeologia campana. L'affresco (cm 38x22) fu trovato a Villa Arianna nel corso della campagna di scavi borbonica nel 1759 insieme ad altri tre affreschi dedicati alle figure femminili della mitologia: Medea, Diana e Leda. Risale ai primi anni del I secolo dopo Cristo. Le quattro composizioni allegoriche erano inserite in decorazioni in III stile. «Il museo archeologico di Napoli- sottolinea l'assessore de Angelis- è tra i musei più prestigiosi d'Europa e del mondo. Una sala tutta riservata ai reperti stabiani non è solo motivo di soddisfazione per la città, ma soprattutto la dimostrazione di quale alto valore artistico e archeologico abbia l'intero patrimonio archeologico di Castellammare». Gli fa eco il sindaco Vozza: «I visitatori del Museo Archeologico di Napoli avranno modo di rivivere l'atmosfera delle antiche ville di Stabiae, apprezzandone l'alto valore artistico. Esprimo vivo apprezzamento per la scelta del sovrintendente Maria Luisa Nava, che restituisce nuova visibilità e importanza ai reperti stabiani custoditi a Napoli. Con il futuro museo archeologico stabiano, da realizzare nel Palazzo Reale di Quisisana, e la collaborazione con l'istituzione museale napoletano si realizzerà una sorta di distretto culturale per la piena valorizzazione dei nostri reperti».