Beni culturali NON C'È PROGRAMMAZIONE PER LE ATTIVITÀ SUL TERRITORIO Si allarga ai soprintendenti e ai direttori generali l'area del dissenso all'interno del Ministero dei Beni culturali. "Dopo lo sciopero dei lavoratori precari e degli assistenti museali che questo fine settimana ha determinato la chiusura dei principali siti museali italiani (sono rimasti sbarrati gli Uffìzi a Firenze, a Milano Brera e il Cenacolo, a Mantova il Palazzo Ducale, a Napoli Palazzo Reale, a Roma la galleria Borghese, quella d'arte moderna e Castel Sant'Angelo per non parlare dei disagi registrati a Venezia e Urbino) ora scendono in campo i quadri di via del Collegio romano. Soprintendenti e dirigenti di settore che denunciano una situazione ormai definita insostenibile sul fronte della sicurezza e della tutela del patrimonio. In questi giorni arriva solo l'ultimo di una lunga serie di appelli, finora tutti inascoltati, del soprintendente speciale all'archeologia di Roma Angelo Bottini, che lamenta mancanza di fondi a sua disposizione e una cronica carenza di personale. Un grido d'allarme raccolto e rilanciato anche da un altro soprintendente romano, Claudio Strinati, e da tutti i soprintendenti e dirigenti italiani che sono ormai da mesi costantemente sotto pressione, obbligati a far fronte tra loro a carenze di personale e a coprire più sedi territoriali in attesa che il ministero svolga i concorsi da dirigente e metta a regime i posti già assegnati. Una procedura che se tutto va bene richiederà più di un anno. Ma all'interno di via del Collegio romano e delle soprintendenze suscita sconcerto anche il fatto che da parte della direzione Bilancio dei Beni culturali di Mario Turetta non sia stata ancora richiesta ai dirigenti di settore la programmazione economica che entro fine settembre dovrebbe essere sulla scrivania del ministro Francesco Rutelli. Significa che tutti gli interventi e i lavori programmati nel territorio che dovevano essere fatti entro il 2008 dovranno slittare al 2009. Disagio si somma a disagio.