In un bellarticolo pubblicato in prima pagina su Repubblica il 14 settembre, Natalia Aspesi, con il consueto garbo ed ironia, riporta la notizia della collocazione di una riproduzione di grande qualità tecnica delle Nozze di Cana di Paolo Veronese (rapinato da Napoleone nel 1797 ed attualmente al Louvre di Parigi) nel refettorio palladiano dellIsola di San Giorgio a Venezia. Al di là dei problemi che linganno pone alla critica darte, ciò che mi colpisce è lo squilibrio tra lentusiasmo per la collocazione della riproduzione e lindifferenza per lo stato dellopera del Palladio, sullo sfondo della quale è posto il quadro di Veronese. E di questo siamo tutti felici. Vorrei tuttavia far notare che anche per il refettorio, ampiamente maltrattato dagli affrettati completamenti degli anni 50, si è provveduto ad un completo progetto per la sua restituzione, però mai stato messo in opera. Palladio è meno interessante di Paolo Veronese e la riproduzione è opera più importante del restauro monumentale? Ne dubito. Certo la riproduzione sembra essere più coerente con il successo mediatico, riproduzione di massa della riproduzione.