«Altro che villaggio turistico... se fosse dipeso da me, in quel luogo non avrei consentito che si edificasse un bel nulla». Francesco Nuzzo, 67 anni, magistrato e sindaco Udeur di Castelvolturno dal 5 aprile del 2005, tenta di sopire un po' di collera leggendo un albo di Tex che tiene sulla scrivania. Fumetti. Cioè roba seria. Sul computer, nel suo studio in municipio, la bozza del saggio giuridico più recente. Pronto da mandare in stampa. Magistrato, studioso, già direttore del servizio informazioni e consulenza del ministero della giustizia, Nuzzo non nasconde amarezza, delusione, rabbia. «Sa che cosa mi indigna di più? il fatto che tutti i soggetti chiamati al controllo e alla valutazione di quel mega-villaggio in costruzione, a cominciare dalle Sovrintendenze, abbiano preferito limitarsi a prendere atto dei documenti». Il risultato? «Quel villaggio, per due terzi dissequestrato dalla magistratura, verrà presto completato e reso operativo. Con buona pace di una seria tutela ambientale». Perché tanta contrarietà? «Non concepisco la cementificazione di una zona così delicata, proprio sulle rive del lago Patria e a mezzo passo da un'area protetta, dalla pineta e dalla strada statale Domitiana». Rispettata la legalità, offesa la giustizia? «Confermo». Spieghi meglio «Legalità e giustizia, lo dico da magistrato e da studioso, spesso camminano lungo binari assai diversi. E distanti fra loro». Ha mai avuto la tentazione di abbattere tutto? «Avremmo dovuto spendere circa sei milioni di euro. E ci saremmo imbarcati in una diatriba giudiziaria per i risarcimenti». Intanto, ha ordinato ai proprietari di abbattere nell'area rimasta sotto sequestro «È la condizione necessaria per finire i lavori nel resto del cantiere, quello liberato dai sigilli». E adesso? «Finchè sarò sindaco, non consentirò alcun mutamento di destinazione. Lo dico perchè si sappia. E non nascano equivoci». Lei amministra senza piano regolatore «Manca da quarant'anni. Però mi impegno: sarà operativo entro il febbraio del prossimo anno». Castelvolturno terra di abusi? «Per un lungo periodo qui sono rimaste nell'illegalità ben venticinquemila villette. Manca la coscienza comunitaria. I servizi languono. E resta spaventosa la disoccupazione giovanile». Quanto spaventosa? «Da me vengono ragazzi laureati che mi implorano di farli lavorare nella raccolta dei rifiuti». C'è chi ha definito Castelvolturno la capitale della camorra. E ha preteso la commissione di accesso «Hanno verificato per un anno e mezzo tutti i documenti e gli atti. Ne siamo usciti limpidi e trasparenti. Ho querelato, che cosa crede? E il prossimo 2 ottobre...». Che accadrà? «Offriremo la cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis, il presidente del Napoli calcio, che ha accettato con entusiasmo. Già, perché non tutti sanno che di recente il Quirinale ci ha riconosciuto il titolo di città». e. c.