La felicità del sindaco Vincenzi: "E ora dovremo fare un Capodanno del tutto diverso dai soliti" Bar e ristoranti presi dassalto, alberghi completi «VENTI milioni di giro daffari» gongola Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio. Certo, fa un effetto pensare che in cinquecentomila persone, di cui 150 mila non genovesi - due terzi piemontesi e lombardi - si sono stipati nei vicoli, nelle piazze e hanno fatto registrare al Porto Antico laffluenza più alta mai vista dal colombiano Expò '92. Ma la scommessa più difficile, quella di convincere esercenti e commercianti ad accendere le luci è stata vinta. Vincente anche la cultura, peraltro, con diciotto-ventimila ingressi nei musei genovesi e nei palazzi dei Rolli (duemila persino al Museo del Risorgimento, spesso ingiustamente trascurato, forse invece richiamati dal Garibaldi rivestito col poncho rosso e i ragazzi garibaldini a far da guida per le strade). In tredicimila sono saliti sul Bigo a godersi il colpo docchio dallalto, in cinquemila si sono presentati allAcquario, di cui un migliaio dopo le 4.30 del mattino, in modo da aver diritto anche alla colazione; altrettanti si sono accalcati al Galata Museo del Mare tutto da scoprire, snocciola contenendo linevitabile botta di sonno Stefano Francesca, a capo dello staff che in due mesi ha messo in piedi una macchina gigantesca, in cui è filato tutto liscio. Complimenti pubblici di Marta Vincenzi, anche lei con occhiali neri a mitigare un certo segno di stanchezza compensata da una grande soddisfazione («sono andata a Milano per il compleanno di Renzo Piano e gli ho detto che si è perso una grande cosa») a Pietro dAlema, ad di Amiu, perché 150 tonnellate di spazzatura sono sparite in meno di tre ore; alle 8.10 le vie del centro erano già state lavate, per tutta la notte lo svuotamento continuo dei cestini ha evitato accumuli e disagi. Bene anche lAmt, con i bus in movimento, metrò e ascensori in viaggio tutta la notte; «questo significa che tutti i servizi pubblici potrebbero essere ottimi sempre» accenna la sindaco. Che sottolinea un elemento in più: la serenità che si respirava nelle strade, i sorrisi, la voglia di esserci. E di tornare, alle prossime edizioni. Che la Notte Bianca sia stata un successo, è innegabile. Di sicuro, ancora al di là delle aspettative. Con bar e ristoranti desolatamente svuotati di tutto, con gli hotel del centro riempiti fino allultima camera (inesorabilmente respingendo i "foresti" distrutti che nella notte bussavano alle varie porte, stile Maria e Giuseppe a Betlemme); con il buio di certi vicoli riempito non solo dalle luci dei negozi aperti, ma dai passi finalmente non esitanti di chi, anche genovese, li scopriva per la prima volta. «Mai vista tanta gente, nemmeno ai tempi degli americani» commentava un anziano commerciante di via Lomellini. Ma questo, ricorda la Vincenzi, era il numero zero, costruito con le idee di Carlo Freccero, il lavoro incessante di un team guidato, oltre che da Francesca, dalla direttrice della cultura Teresa Sardanelli, la collaborazione del Ducale, lassessore al commercio Giancarlo Tiezzi a tessere la rete di intese con la parte più diffidente di sempre, i commercianti. Hanno venduto? Soprattutto oggettistica, ricordini di una serata, spiega Tiezzi, per cui sono contenti soprattutto nei vicoli, regno dellartigianato: proprio via della Maddalena da animare e riportare alla vita con il passaggio e la riqualificazione potrebbe essere un altro passo avanti, ricorda Odone. Per la prossima volta ci sarà da mirare meglio lofferta, certo, limare quello che merita, come i confini della zona interessata, magari da allargare anche per ridurre la calca e garantire afflusso in altre zone. Questo è stato lanno zero dopo il 2004, adesso cè tutto da costruire, chiarisce ancora una volta la sindaco, per rientrare in un network europeo. Più Notti Bianche allanno? Si vedrà; di sicuro una catena di eventi, magari euro-mediterranea, come annunciato; con lidea di lanciare lautunno, tra settembre e novembre, come uno dei periodi doro per scoprire Genova, tra Nautico, Colombo, Paganini e il Festival della Scienza, gennaio come mese dello shopping e poi chissà. Di certo cè che la Notte Bianca ha cambiato il panorama degli eventi da organizzare: a partire da Capodanno. «Non avrebbe più senso organizzare un capodanno di quelli usuali; dopo una notte come questa, rischierebbe di sembrare un evento in tono minore. E poi, forse, certi tipi di serate hanno fatto il loro tempo. Ci metteremo a studiare altre alternative» commenta la Vincenzi. Cultura, spettacolo e scoperta della città; le tre chiavi su cui far lavorare il tavolo del marketing territoriale dovrebbero essere queste. «E chiaro che per il rilancio della città ci vuole anche ben altro, a partire dalleconomia in senso stretto - aggiunge la sindaco - A ottobre ci sarà la prima conferenza strategica, il primo tavolo per sviluppo e lavoro: e ho invitato il ministro dei trasporti Bianchi perché il tema è quello dello sviluppo del porto. Non solo notti bianche, ma anche».