INTERVENTO ALLA CONFERENZA PROGRAMMATICA DEI SOCIALISTI. SI APRE LA POLEMICA «Città senza regole e punti di riferimento. Pronti a uscire dalla giunta» L'assessore d'opposizione - come disse di sè Marco Di Lello, socialista in attesa della rifondazione d'ottobre del partito a Roma - non si smentisce. A conclusione dei lavori di due giorni della costituente socialista, all'hotel Ramada, attacca la sua sponda del fiume: se la prende, Di Lello, con la giunta comunale e non risparmia quella regionale, della quale fa parte con delega ai Beni culturali. Distaccandosi, poi, da quelle che reputa visioni troppo particolari, fa un discorso per il Mezzogiorno intero alle cui attese il nuovo Pd - secondo lui gracile di visione e confuso nei contenuti - non ha risposte che non siano, dice, effimere e di facciata. «Senza un'idea forte di sviluppo - dice - il Mezzogiorno rischia di ricordare mio figlio di 5 mesi. Gli hanno regalato un'auto. Bellissima. Di pelouche, piena di lampeggianti colorati, che fa perfino il rumore del motore. Però, ovviamente, non si muove». E l'idea forte di sviluppo, dall'economia allo stato sociale, secondo lui «ce l'ha il partito socialista che rinascerà a Roma». In nome di questa «idea forte» Di Lello attacca la giunta regionale. A palazzo Santa Lucia, dice, «l'idea forte di sviluppo, quella che ci vedrebbe crescere se uniti con le altre regioni del Mezzogiorno, ancora non c'è». La macchina regionale, dice riferendosi ai quadri interni, «non è all'altezza della sfida» dei nuovi fondi europei in arrivo. Le decisioni sulla «qualità della spesa», afferma, latitano. «Chi decide?» domanda. Poi rivolge la sua attenzione alla giunta comunale. «La città, la Napoli delle eccezioni e non delle regole - sostiene - non ha punti di riferimento. E nessuno si pone il problema di dimettersi per porre la questione di chi decide. Noi, però, non potremo restare in maggioranze dove non possiamo incidere» conclude. I socialisti campani, di tradizione (come Salvatore Arnese, Pietro Lezzi, Antonio Demitry) ed i nuovi aggregati (come Roberto Barbieri) dovranno, a quel che pare riscrivere alcune parti della loro bibbia. Alla tavola rotonda di ieri mattina, con l'imprenditore Enzo Giustino, l'economista Mariano D'Antonio, il sottosegretario alle Infrastrutture Tommaso Casillo, si è parlato di «libertà economica» «licenziare chi non lavora» e, con l'inevitabile inquietante anglicismo, di «flex security». Certi che tutto questo sia socialista, domandi al sottosegretario Casillo? «L'opzione per il debole - spiega - è il nostro palinsesto, ma anche rigore ed efficienza lo sono. Vogliamo liberare lo stato sociale dall'assistenzialismo che fa da anello di congiunzione fra politica e criminalità diffusa. Così come poniamo la questione morale del far pagare le tasse secondo le possibilità. Prenda anche, ad esempio, il problema del diritto allo studio. Lascia perplessi il numero chiuso in entrata che si spalanca ai soliti figli di. La selezione ci sta bene. Perchè, però, non farla nel corso degli studi? Vedrebbe che non è la selezione che deve spaventare».
Ciclone Di Lello: attacco a Comune e Regione
L'assessore d'opposizione socialista Marco Di Lello ha attaccato la giunta comunale e regionale in una conferenza programmatica dei socialisti. Di Lello sostiene che la città di Napoli non ha punti di riferimento e che nessuno si pone il problema di dimettersi per porre la questione di chi decide. Ha anche criticato la giunta regionale per non avere un'idea forte di sviluppo per il Mezzogiorno. Di Lello ha anche parlato di libertà economica e di flex security, ma ha spiegato che questo non è socialista. Ha anche criticato la giunta comunale per non aver fatto nulla per liberare lo stato sociale dall'assistenzialismo. Di Lello ha anche parlato di diritto allo studio e ha criticato la selezione dei figli di famiglie povere.
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