Nel linguaggio morbido della diplomazia la candidatura della Cascata delle Marmore nell'elenco dei siti "patrimonio mondiale dell'umanità" dell'Unesco è stata solo "differita". Ma si può tradurre pure che è stata bocciata. E non per colpa della produzione di energia elettrica, né per l'arrivo a valle del ponte della Terni-Rieti, come sembrava essere emerso da un primo momento. A svelare lo stop alla candidatura è il rapporto Icomos, l'International council on monuments and sites (organizzazione mondiale non governativa la cui opera consiste nella conservazione dei monumenti e dei luoghi storici) a cui è stata affidata l'istruttoria, giunto da qualche settimana sul tavolo degli amministratori ternani, anche dell'assessore Alberto Pileri che nel 2001 avviò la pratica per la "candidatura Unesco" della Cascata e che si è visto suo malgrado inserire in un dossier molto più complesso ed ora incapace di superare l'asticella. Un rapporto, quello dell'Icomos, che salva la Cascata, ma boccia la Valnerina, "aggiunta", su pressione dei Comuni e della Comunità montana, dal ministero per i Beni culturali nell'unica pratica presentata all'Unesco per proporre un insieme composto da Cascata, eremi, Marcite di Norcia, paesaggi città e villaggi rurali, abbazie benedettine, apparati idroelettrici e centrale di Galleto. Nella candidatura, quindi, si è proposto un insieme di: 46 insediamenti, 9 siti archeologici e 7 chiese di Cascia; 7 insediamenti e 12 chiese di Spoleto; 6 insediamenti, un sito archeologico e 2 chiese di Monteleone di Spoleto; 33 insediamenti e 7 chiese di Norcia; 5 insediamenti e 3 chiese di Poggiodomo; 17 insediamenti e 2 chiese di Preci; 8 insediamenti, un sito archeologico e 4 chiese di Sant'Anatolia di Narco; 8 insediamenti e 7 chiese di Scheggino; 9 insediamenti e 4 chiese di Sellano; 7 insediamenti e 4 chiese di Vallo di Nera; 6 insediamenti e 2 siti archeologici di Arrone; 19 insediamenti e una chiesa di Ferentillo; un insediamento e un sito archeologico di Montefranco, 2 insediamenti di Polino e 8 di Terni. Tanta di quella roba che l'Icomos alla fine "consiglia" di «riconsiderare i confini». Anche perché risulta difficile tenere tutto dentro i criteri di "unicità, integrità, autenticità, valore universale e conservazione" dei luoghi. Oltretutto l'Icomos, nel dettagliato rapporto, evidenzia quando si parla di Valnerina «il forte impatto della ricostruzione post terremoti», un paesaggio «parzialmente compromesso da nuove costruzioni lungo le arterie principali della Valnerina, notoriamente a causa di un nuovo crocevia stradale e a cambiamenti nella gestione del suolo che hanno compromesso le sue qualità pittoresche». Inoltre per l'Icomos «l'integrità globale del bene è stata compromessa a causa dell'esclusione di alcune strutture industriali» e che «l'integrità visiva del paesaggio è meno intatta in alcune parti della valle modificate dal recente sviluppo». In conclusione per l'istituto internazionale a cui l'Unesco affida le istruttorie, «La Cascata delle Marmore è spettacolare e memorabile e costituisce innegabilmente il punto centrale della zona. Tuttavia per giustificare l'iscrizione dell'insieme della Valnerina, l'Icomos ritiene che debbano essere intrapresi ricerche e studi supplementari. Sulla base dei dati disponibili le due metà della valle, a monte e a valle della Cascata, sono fondamentalmente diverse. Insomma tutto non ci sta dentro e se Regione, Comuni, Governo vogliono continuare a bussare alle porte dell'Unesco, non possono che riconsiderare il loro pacchetto. La Cascata ha le carte in regola per farsi aprire la porta, ma non ce la fa a trascinar dietro anche tutto il resto.
CANDIDATURA UNESCO della cascata delle Marmore: differita
Il rapporto dell'Icomos ha esaminato la candidatura della Cascata delle Marmore e della Valnerina all'Unesco. La Cascata è stata "differita" ma si può tradurre che è stata bocciata. Il rapporto salva la Cascata ma boccia la Valnerina a causa di problemi di integrità e autenticità. La Valnerina è stata proposta come insieme di siti, ma l'Icomos ritiene che debbano essere intrapresi ricerche e studi supplementari per giustificare l'iscrizione. La Cascata ha le carte in regola per farsi aprire la porta, ma non ce la fa a trascinar dietro anche tutto il resto. La Regione, Comuni e Governo devono riconsiderare il loro pacchetto per presentare una candidatura più completa.
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