A Porano una nuova strada, a Orvieto le statue degli Apostoli di nuovo in Duomo, è su due fronti l'offensiva di Italia Nostra, anche con l'intervento del presidente nazionale, sulle "cose" orvietane. «Strada inutile, quanto di grande impatto ambientale» scrive al sindaco di Porano Brugnoli il presidente nazionale dell'associazione, Giovanni Losavio. E ne è nato anche un caso, con Brugnoli che ha negato di aver ricevuto quella lettera ma con Italia Nostra che ne ha rivelato anche il giorno del protocollo. Ma, a parte le schermaglie, a Porano, nel nuovo Piano Regolatore è stata prevista una nuova strada di collegamento tra il centro storico e le aree di recente espansione. «Il nuovo tracciato viario - scrive Italia Nostra - costituirebbe una pesante alterazione degli indubbi valori paesaggistici e culturali che il centro antico di Porano oggi rappresenta, valori non a caso sottoposti a tutela paesaggistica». La nuova strada, argomenta la sezione di Orvieto di Italia Nostra, appare eccessiva rispetto ai carichi di traffico attuali e ipotizzabiliper il futuro. Il tracciato ipotizzato, che corre su viadotto per superare il forte dislivello nell'area del "Pisciarello", necessita di un terrapieno a ridosso del margine del centro antico in una zona soggetta a smottamenti e frane e, quindi, geologicamente molto dissestata. Italia Nostra ha individuato anche l'alternativa nella strada della "Vecciutara" o di "Poggio Amante", da adeguare nel totale rispetto della morfologia del territorio e dell'ambiente circostante. Altro argomento, le statue dei dodici Apostoli, ora esposte nella ex chiesa di San Agostino, che qualcuno vorrebbe ritornassero in Duomo. Vecchia polemica che si apre ogni qual volta quelle statue escono dai magazzini per motivi vari. Ne uscirono per far posto al nascente Museo Greco, in piazza Duomo e fu polemica per il loro rientro in cattedrale, ne sono uscite lo scorso anno per essere esposte nella mostra "Le stanze delle meraviglie" e la polemica ritorna. Tra chi le vorrebbe rivedere in Cattedrale e chi in altro luogo, allora fu il vescovo Grandoni a esprimere un secco no. Oggi, tra gli altri è anche Italia Nostra a esprimere il suo netto dissenso. Scrive il presidente orvietano dell'associazione, Lucio Riccetti, al Soprintendente per i Beni Architettonici, il paesaggio e il patrimonio artistico, Maurizio Galletti : «Mi rivolgo a Lei, con vera preoccupazione, affinché possa scongiurare tale ventilata ipotesi. Le grandi statue degli Apostoli facevano parte di un programma unitario di trasformazione dell'interno del Duomo, legato soprattutto, ai dettati conciliari tridentini. In tale progetto, le grandi statue degli Apostoli, avrebbero avuto ed ebbero, un'adeguata contestualizzazione.Oggi, dopo gli interventi della seconda metà dell'Ottocento, tutto questo è stato rimosso».