Deludente la quarta campagna di scavi, le ricerche si sposteranno alle spalle del paese -------------------------------------------------------------------------------- MONTEVERDI. Con qualche giorno di anticipo sul programma si è concluso in questo fine settimana la campagna di scavi archeologici (la quarta consecutiva) nell'area della Badia Vecchia, ai piedi della collina su cui sorge Monteverdi. Il gruppo di studenti universitari guidati dalla professoressa Giovanna Bianchi dell'ateneo di Siena e Grosseto questa volta ha cercato nuove tracce dell'abbazia di San Pietro in Palazzuolo, fondata dal longobardo Walfredo intorno nel 754, in un campo confinante con il Podere San Valentino dove nei tre anni scorsi erano stati ritrovati elementi inequivocabili della costruzione di un importante edificio religioso. Un ritrovamento che aveva avvalorato le intuizioni dell'archeologo professor Riccardo Francovich, tragicamente scomparso l'anno scorso durante una passeggiata sulle colline attorno a Firenze. I giovani ricercatori quest'anno non sono stati altrettanto fortunati: i sondaggi, effettuati anche con l'aiuto di un mezzo meccanico, hanno portato alla luce - allo stesso livello degli scavi precedenti - il sistema di drenaggio di un vecchio vigneto, alcuni pezzetti di ceramica, delle ossa e da ultimo - proprio ieri - una sepoltura nella nuda terra con alcune parti di uno scheletro. Troppo poco per proseguire, ma al tempo stesso abbastanza per avere una conferma: che l'antica abbazia, grande fino a ospitare all'apice della crescita oltre 100 monaci benedettini, si è sviluppata in un'altra direzione. Ma in quale? Nuovi scavi nella zona appaiono problematici per la presenza di varie proprietà private con progetti di nuove costruzioni o di edificazioni già in corso, è possibile perciò che dall'anno prossimo si sviluppino ricerche in una zona completamente diversa: la collina alle spalle di Monteverdi, dove sorgono i resti della "nuova" abbazia di San Pietro, innalzata dai monaci benedettini alla fine del dodicesimo secolo dopo che il monastero della Badia aveva perso potere e ricchezze. E' un'ipotesi, la cui realizzazione dovrà coinvolgere l'amministrazione comunale di Monteverdi, che di suo è peraltro alla ricerca di finanziamenti per salvare il salvabile dei ruderi più volte depredati dell'abbazia di San Pietro. Un'ipotesi che non ne esclude un'altra, assai più intrigante: la ricerca molto a ovest della Badia Vecchia dove alcune foto aeree avrebbero evidenziato un possibile eldorado archeologico. Servono però autorizzazioni che al momento non ci sono.
Monteverdi, l'antica abbazia non si trova
La quarta campagna di scavi archeologici nella zona della Badia Vecchia a Monteverdi è stata deludente. I giovani ricercatori guidati dalla professoressa Giovanna Bianchi hanno cercato nuove tracce dell'abbazia di San Pietro in Palazzuolo, ma non hanno trovato nulla di significativo. I sondaggi hanno portato alla luce solo il sistema di drenaggio di un vecchio vigneto, alcune ceramica, delle ossa e una sepoltura con uno scheletro. Questo ha confermato che l'antica abbazia si è sviluppata in una direzione diversa, ma non ha chiarito dove. I nuovi scavi potrebbero essere problematici a causa della presenza di proprietà private con progetti di costruzione.
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