I CONTI DEL PAESE. Il titolare del Tesoro: la Finanziaria andrà il 28 al Consiglio dei ministri «La crescita frena ma non è allarme» Padoa Schioppa: il pil rallenterà quest'anno e nel 2008 Ma Draghi spiega che il decremento sarà modesto Vendite di immobili, un piano per 2 miliardi OPORTO Il prodotto interno lordo italiano crescerà meno del previsto, e non per via delle turbolenze scatenate dai mutui subprime statunitensi. È il messaggio emerso dalla conferenza stampa congiunta del ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa e del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi al termine delle riunioni di Eurogruppo e Ecofin che si sono svolte a Oporto, sotto la presidenza portoghese dell'Unione europea. «Da luglio a oggi si profila un quadro meno positivo per il futuro, pur in un contesto di andamento buono», ammette il ministro, annunciando che «per l'anno prossimo e per gli anni a venire» sono «probabili» delle «revisioni al ribasso della crescita». Il governatore Draghi ha parlato di un «lieve rallentamento dell'ordine dello 0,2» che si distribuirà tra l'anno in corso e il 2008. Tutto ciò «senza avere peraltro ancora stimato con sufficiente precisione» gli effetti della recente crisi dei mercati. Per l'Italia, dice Padoa Schioppa, «stime non ce ne sono ancora, ma tutte le indicazioni sono per un 2008 e 2009 con una crescita inferiore alle previsioni, anche se comunque alta». Il ministro non vuole «fare anticipazioni» su una finanziaria ancora «in cucina», ma ne annuncia il varo al Consiglio dei ministri del 28 settembre. «La manovra di quest'anno», spiega, «è quella di un Paese fortemente indebitato e sottocapitalizzato, che non può certamente aumentare la pressione fiscale ma deve investire attraverso la spesa pubblica, e non potendo finanziare gli investimenti, dovrà farlo riqualificando la spesa». Nel Dpef il governo ha indicato per il 2007 una crescita del 2 e per il 2008 dell'1,9, ma già alle fine di agosto Padoa-Schioppa aveva definito l'obiettivo 2007 «più ambizioso» alla luce del rallentamento in corso d'anno e della crisi dei mutui. Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia nel bollettino di luglio, il pil è atteso in crescita del 2 nella media del 2007 e dovrebbe rallentare all'1,7 nel 2008; la Commissione Ue ha confermato questa settimana il target dell'1,9 per il 2007. Per il 2008, Bruxelles puntava, nelle ultime previsioni di maggio, a un pil all'1,7. ROMA Il governo è al lavoro per la messa a punto di un piano di dismissioni immobiliari da cui incassare un gettito di almeno due miliardi di euro da mettere sul piatto della prossima Finanziaria. Lo riferiscono fonti di governo, spiegando che si sta valutando anche l'ipotesi di andare oltre questa cifra. È, infatti, in corso in questi giorni un lavoro di ricognizione con l'Agenzia del demanio incaricata di fare una cernita delle proprietà pubbliche che possono essere vendute velocemente. Intorno al 18 ottobre, inoltre, il Demanio dovrebbe rendere noto l'esito dell'attesissimo censimento sul patrimonio pubblico, una sorta di mappatura aggiornata dei beni dello Stato. Intanto, proseguono le riunioni tecniche al Tesoro per la messa a punto della manovra che, secondo quanto annunciato giusto ieri ad Oporto dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sarà varata dal Consiglio dei ministri del 28 settembre. Riunioni informali al dicastero di via XX Settembre sono previste anche per oggi (ieri e l'altro ieri il ministro è stato impegnato con l'Ecofin in Portogallo), e per mercoledì prossimo è in programma al ministero una riunione allargata a tutti i viceministri e i sottosegretari. Frattanto, Nello Formisano, capogrupo dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama ammonisce: «Bisogna seguire le indicazione del capo dello Stato per la finanziaria che ci accingiamo ad adottare per il 2008». Per l'Idv, insomma, «la finanziaria essere uno strumento snello e dal punto di vista parlamentare comprensibile a tutti i deputati e senatori che lo devono votare. Per intenderci: nessun maxiemandamento con centinaia e centinaia di punti, nei quali», argomenta Formisano, «si possa annidare qualche altro condono dei reati finanziari, come avvenne lo scorso anno».