Ne parla Rainer Maria Rilke nelle sue Elegie di Duino, ispirate da quel tratto di costa che si allunga sotto il Carso dal Castello di Duino a Trieste, passando per l'asburgico Miramare (la triste vicenda di Massimiliano, catapultato in Messico e fucilato). Comprende la Baia di Sistiana. Un pezzo raro, sconosciuto a molti e trascurato dalle guide turistiche, ma insidiato dal progetto di un «mostro» che non aspetta il condono avendo già ottenuto le prime approvazioni del comune di Duino- Aurisina e della Regione Friuli-Venezia Giulia. In tutto 170 mila metri cubi di costruzioni. Un finto villaggio ispro-veneto, una darsena turistica, un'area ludico-ricreativa con laghetti, cascate artificiali, giochi d'acqua, e ovviamente un centro commerciale. In più il nuovo grande albergo, reso invisibile da mascherature di rampicanti e altri vegetali. L'edificio, di otto piani, dovrebbe apparire come una serie di «pastini», o terrazzamenti coltivati. A corona un megaparcheggio di oltre 2000 posti auto collegato con una «shuttle», funicolare a rotaia sotterranea.. Il parcheggio comporterebbe la distruzione di un'ampia boscaglia carsica da conservare rigidamente secondo l'Ufficio Centrale per i Beni Ambientali del Ministero. Tutto questo avviene mentre il ministro Urbani porta avanti il suo disegno di legge sulla qualità architettonica che dovrebbe innalzare il livello delle nuove costruzioni e proteggere le antiche, all'interno del nuovo «Codice dei Beni Culturali» pensato come un insieme di regole certe e moderne per la tutela più efficace del patrimonio ereditato, sia naturale che costruito. Per ora, è il caso di Sistiana si offre a conferma, la tutela con funziona. Il Soprintendente professore. Martines, ha levato la sua voce sulla variante del piano regolare predisposta dal comune per facilitare 1'operazione e successivamente ha ribadito le sue critiche nel parere espresso sul piano particolareggiato della società proprietaria della Baia di Sistiana, Ma purtroppo la normativa della Regione Friuli Venezia Giulia in materia urbanistica e di Via (valutazone e impatto ambientale) non riconosce come competente la Soprintendenza per il Paesaggio. Sembra incredibile ma è cosi. Ed è accaduto che il Comune di Duino abbia approvato senza tener conto del parere contrario della Soprintendenza. Anzi, ha approvato tutto prima ancora di aver ricevuto il parere. Per curiosità storica va qui ricordato che dieci anni fa c'era già stato un progetto di «valorizzazione turistica» della Baia di Sistiana, affidato a Renzo Piano e conclusosi col fallimento della società promotrice dopo la rinuncia da parte dell'architetto e dopo una forte mobilitazione contraria da parte del WWF e dì personalità dì Italia Nostra che aveva convinto il Ministro dei Beni Culturali e Ambientali a bloccare il progetto. La Baia di Sistiana venne poi acquistata da una società di Mantova, la «S.S. Gervasio e Protasio» che sembra andar forte. Ha presentato il suo piano particolareggiato ottenendo l'approvazione del Consiglio Comunale dopo aver superato l'esame di valutazione dell'impatto ambientale. Intanto però arrivavano le osservazioni critiche del WWF e di Italia Nostra sottoscritte dalla Legambiente. Le associazioni presentavano anche ricorso al TAR, motivato dalle infrazioni alle leggi vigenti. Sul merito dell'attentato al paesaggio le osservazioni critiche puntavano contro il villaggio ispro-veneto con chiesetta e campanile (che in realtà conterrebbe un ascensore). Il criterio infonrmatore del villaggio è quello dell'artificio: proprio mentre si legifera sulla qualità dell'architettura questa tenderebbe nel caso di Sistiana a nascondersi. I borghi ispro-yeneti sulla costa non sonò mai esistiti mentre sono tuttora ben visibili quelli rurali sulle alture del Carso, con le case di pietra. Il turista verrebbe ingannato da un borgo di pescatori del'7OO restaurato e adattato ai suoi usi. Sempre che si lasci ingannare da quelle case e casette da colori forti, rappresentati nei pieghevoli pubblicitari. Nella porzione Ovest della Baia, detta «La Caravella», esiste l'ex Grand Hotel di interesse storico (fu edificato agli inizi del secolo) da restaurare. Era unito ad altri alberghi da una galleria vetrata e circondato da un Parco con vegetazione mediterranea. Non è previsto nessun restauro. La contestazione è forte. Ultimo atto una lettera al ministro Urbani, firmata dal presidente di Italia Nostra Desideria Pasolini Dall'Onda e da Fulco Pratesi, presidente del WW (con l'adesione di «Polis» e del «Comitato per la Bellezza»} in cui si puntualizzano i motivi della richiesta di un intervento simile a quello che dieci anni or sono evitò «l'irreparabile alterazione o distruzione di uno dei luoghi più belli e significativi del nostro Paese per i suoi valori storico culturali e naturalistici» (aggiungerei a chiare lettere: per il valore del paesaggio). Ma cosa può fare il ministro Urbani? Se il comune insiste e l'approvazione del progetto diventa definitiva può semplicemente bloccarlo. Povero R. M. Rilke, al quale è intitolato il famoso sentiero. Qui veniva a meditare passeggiando. Non poteva immaginare quali delitti si sarebbero compiuti in nome della «valorizzazione turistica» dei luoghi tanto amati. Non poteva certamente immaginare che l'intera Baia di Sistiana venisse privatizzata, escludendone di fatto gli attuali fruitori (bagnanti provenienti dalla Regione e non solo), Liberi di accamparsi dove credono e ponendo le premesse per la trasformazione dell'intervento turistico in pura e semplice operazione immobiliare: le case e casette del finto villaggio ispro-veneto diventeranno seconde case, anzi nascono già come tali, accusano gli ambientalisti. Ma c'è dell'altro: il ministero ha tra i suoi compiti anche quello di tutelare le vestigia delle guerre passate in quanto elementi di interesse storico. E' testimoniato l'uso bellico di cavità naturali e artificiali. Nella Seconda Guerra Mondiale la Baia di Sistiana fu base per l'alaggio e il varo dei sommergibili tascabili monoposto «Molch» della Marina Militare germanica. Esistono elementi in pietra di tipo difensivo, come uno semicircolare nelle cui vicinanze sfocia un corso d'acqua che potrebbe essere in relazione con il sistema idrico sotterrano del Carso triestino. Tutto da studiare prima di progettare. Nella parte centrale della Baia, oltre agli alberghi erano stati costruiti stabilimenti balneari, uno dei quali esiste tuttora. Altra era la destinazione della Baia, oggi capovolta ma non in senso egualitario bensì in ragione del massimo sfruttamento da parte della società promotrice.