Potrebbe trovare una sponda nell'opposizione, visto che tra i maggiori fautori dell'Ecomuseo della Laguna c'è l'Udc. Peccato che nel suo centrosinistra al momento Bruno Moretto trovi solo perplessità se non aperta contrarietà: l'esponente della Margherita ha presentato infatti un ordine del giorno chiedendo al presidente e alla giunta di Ca' Corner di farsi carico della costituzione dell'Ecomuseo, sollecitando la Regione ad approvare una proposta di legge (il cui primo firmatario è Francesco Piccolo, Udc). Moretto, però, rischia di restare isolato: l'assessore Nicola Funari, che ha la delega al Patrimonio culturale museale , a nome dell'esecutivo di Ca' Corner ha spedito una lunga lettera alla sesta e alla settima commissione consiliare esprimendo di fatto parere negativo all'istituzione dell'Ecomuseo. E le considerazioni di Funari non sono state affatto morbide: «Si ritiene che tale istituto venga a costituire un costoso organismo che interferisce con le esistenti competenze degli assessorati alla Cultura, al Turismo, all'Istruzione, all'Urbanistica e alle attività produttive di Comuni e Provincia che insistono nel territorio della laguna di Venezia»; «Si rileva che l'affido ventennale dell'Ecomuseo ad un ente privato, esterno ai referenti istituzionali Comunali e Provinciali, con delega a stabilire direttamente accordi di programma con il Ministero dei Beni Culturali e con potere di erogare risorse materiali e finanziarie a enti pubblici e privati, è, oltre che dispendioso, anche inopportuno»; «Non pare né utile né proficuo ipotecare l'utilizzo e la valorizzazione di siti urbanisticamente strategici per lo sviluppo economico degli abitanti come Forte S.Felice, Lio Piccolo e il Lazzaretto Vecchio riducendoli a porte di accesso all'Ecomuseo». Tra l'altro: in tempi ristrettezze economiche, sarebbe difficile - rileva Funari - trovare fondi quando il Museo di Storia Naturale di Venezia «fatica a trovare le risorse per la gestione e l'attività ordinaria d'istituto».