«II futuro Museo Egizio sarà bene che conservi l'attuale statuario dove si trova. Ne migliorerà però l'illuminazione. Verranno mantenute anche la grande sala che al primo piano accoglie le mummie nelle vetrine storielle disegnate da Schiapparelli. E nell'attigua galleria sarebbe opportuno evitare di rimuovere le tombe di Kha e quella "degli ignoti", contenente rarissime mummie dell'antico regno, disposte come se dormissero». E' il suggerimento che gli egittologi Dietrich Wildung, Francesco Tiradritti e Silvio Curto suggeriscono «concordi», quali esperti chiamati dalla Compagnia di San Paolo ad indicare le linee guida che dovranno orientare il futuro allestimento dell'Egizio. «Formuliamo quest'indicazione -spiega Curto - perché riteniamo importante che il Museo conservi anche la memoria storica di quello che è stato, con gli arredi originali. Il resto potrà cambiare, con la raccomandazione però a non creare un allestimento tipo "camera nera", con i reperti inscatolati da pannelli oscuri. Consigliamo di mantenere invece le luci naturali. Secondo Tiradritti è necessario inoltre che il percorso di visita preveda due itinerari. Uno generale e un altro tematico, di approfondimento». «Importante - prosegue Curto - è anche la capacità di divulgare in modo chiaro i contenuti del museo. Già oggi sarebbe utilissimo avere buone guide, ben preparate. Purtroppo ve ne sono troppo poche». Tanto conferma che si stanno sviluppando a livello scientifico proposte chiare per il domani del Museo, che in futuro sarà retto da una Fondazione. Opererà secondo norme statutarie che dovrebbero essere state già dettagliatamente definite e che sono state inviate al Ministero. Anche i conti economici e le opere edili necessarie al potenziamento del Museo non dovrebbero avere più incertezze. Il condizionale è però d'obbligo. Stato, Regione e fondazioni ex bancarie, che stanno conducendo l'operazione, evitano da mesi di spiegare a che punto si trovano i lavori. Per ora è il progetto generale di rilancio dell'Egizio il più fitto dei suoi misteri. Secondo autorevoli indiscrezioni silenzi e ritardi non sono nati in Piemonte, ma a livello italiano. Pare che lo statuto del museo sia piaciuto al Ministro Urbani, tanto che avrebbe manifestato l'intenzione di proporlo come un modello «esemplare», da suggerire all'intero territorio nazionale. Tale orientamento sembra però che non sia piaciuto ad altre realtà museali, che hanno manifestato al Ministero la loro opposizione. Ne è nato un dibattito, di cui per ora non si conoscono gli esiti.
II vero giallo nel piano di rilancio
Il futuro Museo Egizio sarà mantenuto con gli arredi originali, comprese le tombe di Kha e quella "degli ignoti". L'illuminazione sarà migliorata e la grande sala con le mummie nelle vetrine sarà mantenuta. Gli esperti suggeriscono di evitare un allestimento "camera nera" e di mantenere le luci naturali. Il percorso di visita prevederà due itinerari: uno generale e uno tematico. È importante anche la divulgazione dei contenuti del museo in modo chiaro. La Fondazione che retterà il Museo dovrebbe operare secondo norme statutarie definite e avere conti economici e opere edili chiari.
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