Risanata con fondi privati dellassociazione Ajamola diventerà centro culturale Il proprietario, Vincenzo Colonna Romano, ha concesso ledificio in uso per nove anni in cambio dei lavori, costati circa centomila euro "Mano leggera" dei progettisti Angelo Agnello e Domenico Di Giuseppe. Un video racconterà la memoria dellinsediamento A segnalare nella borgata di Mondello lesistenza di una antica tonnara, di impianto documentato sin dal 1455, resta oggi soltanto la torre di avvistamento coronata di mensoloni e una poderosa bitta lapidea nella cantoniera di una strada, solcata dalle cime che tiravano a secco "vasceddi" e "muciare", i neri vascelli dei tonnaroti. Nella ricognizione del 1979, della torre scrivono Salvatore Mazzarella e Renato Zanca nel fondamentale "Il libro delle torri" (Sellerio): «Era posta a difesa della tonnara, concessa - si dice - con privilegio del 1413, e inattiva già dal 1816 aveva solo funzione di difesa locale contro gli sbarchi dei corsari, a quanto pare frequenti nella zona». E così la descrivono: «Il suo perimetro di base è libero solo per un terzo, essendo la parte rimanente impegnata da casette, pensiline e manufatti vari moderni che lavviliscono non poco». Infine la proposta: «Se ne suggerisce il recupero a servizio del pubblico come sede della pro-loco, da utilizzare per mostre, esposizioni, piccole manifestazioni di valore culturale, connesse col carattere turistico-balneare del paese. Ma andrebbe alleggerita da alcune superfetazioni». In un prezioso libretto del 2001 ("La tonnara di Mondello", Ila Palma), Lelia Collura lamenta che nessuna àncora, cartello, intestazione di piazza, ricordi che «la nascita urbana di Mondello, di un primo nucleo stabile di lavoratori, sia stata determinata dalla presenza della tonnara», sottolineando come la torre «risulti oppressa, quasi fagocitata dai ristoranti, dalle insegne pubblicitarie e dalle sopraelevazioni delle costruzioni vicine». Bene, da giugno non è più così. Finalmente la torre, da anni chiusa e abbandonata, è stata liberata dalle superfetazioni abusive, peraltro sanate, ripulita, restaurata, recuperati gli spazi propri e quelli adiacenti per essere rimessi in un circuito virtuoso di attività turistico-culturali, di certo sulla scorta di quanto suggerito venti anni fa. Liniziativa è privata, come privata è la proprietà della torre e di alcuni edifici residuali anchessi restaurati, frutto della tenacia di un gruppo di mondellani costituitisi nellassociazione non per caso denominata "Ajamola", uno dei canti con cui i tonnaroti ritmavano la pesca. Lassociazione ottiene dal proprietario, barone Vincenzo Colonna Romano, la concessione delluso della torre per nove anni in cambio dei lavori di restauro, durati un anno e costati circa centomila euro di fondi privati; progettisti di mano leggera lingegnere Angelo Agnello e larchitetto Domenico Di Giuseppe dello studio Progettisti associati, con la supervisione della Soprintendenza ai Beni culturali che ha in programma di apporre al "monumento" il vincolo storico-artistico. La collaborazione della Soprintendenza del Mare è stata chiesta per la fattura di un video che racconterà, con la regia di Marta Tagliavia, la memoria della tonnara. Un modo, dice Agnello, per ritrovare e riconoscere lidentità originaria della borgata, che sarà inoltre il soggetto di una «storia disegnata» dagli allievi della scuola palermitana di fumetto. Il privato che agisce per ricavare un beneficio economico è nellordine delle cose, ma se lo fa per recuperare un bene comune come un edificio storico, da riconsegnare al godimento del pubblico con iniziative culturali, è un privato "illuminato" degno di considerazione e sperabilmente di moltiplicazione. Spaziare la vista dal lastrico della torre, ad attività avviate, sarà per turisti e visitatori una esperienza da sindrome di Stendhal, troppa bellezza può far star male. Ma si vedranno pure le tante sconcezze edilizie nel tempo accumulatesi attorno a quelle architetture «ornamento della natura», di cui si estasiava Hélène Tuzet viaggiando per la Sicilia, da cui Mondello doveva essere salvaguardata. E ci auguriamo che il Piano particolareggiato almeno ponga rimedio alle magagne rimediabili.
Rinasce la torre della Tonnara storia di un restauro "illuminato"
La torre della tonnara di Mondello, un edificio storico abbandonato, è stata restaurata grazie a fondi privati dell'associazione Ajamola. La torre, posta a difesa della tonnara, è stata concessa in uso per nove anni al gruppo di cittadini che hanno lavorato per il restauro, in cambio dei lavori che hanno costato circa centomila euro. Il progetto include anche la creazione di un video che racconterà la memoria della tonnara e la sua storia. La torre sarà utilizzata come sede per mostre, esposizioni e manifestazioni culturali, e sarà aperta al pubblico. Il restauro è stato possibile grazie alla tenacia di un gruppo di cittadini che hanno lavorato per salvaguardare il patrimonio storico della borgata.
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