Una statua, cristallerie e porcellane antiche sono scomparse da una stanza della Squadra mobile Erano di un antiquario indagato per ricettazione e truffa Molti di quegli oggetti darte, quadri, argenti, statue, porcellane, che lo accusano di aver ricettato sono stati riconosciuti e restituiti ai legittimi proprietari. Ma altri sono spariti. Rubati mentre erano custoditi negli uffici della squadra mobile, senza alcun segno deffrazione, senza che nessuno se ne accorgesse, senza che le telecamere che sorvegliano lingresso degli uffici riprendessero alcunché di insolito. LArsenio Lupin di piazza della Vittoria è tornato a colpire. Non è la prima volta, infatti, che da casseforti e stanze blindate spariscono oggetti, soldi, assegni o altro. Ma questultimo furto ha di insolito il fatto che a segnalarlo sia stato un esposto giunto ai carabinieri. Che lo hanno poi girato in questura dove, solo dopo, si sono accorti dellammanco. Protagonista della vicenda è Vittoriano Valenti, personaggio poliedrico, antiquario e organizzatore di eventi culturali. A casa sua, a novembre del 2005, la squadra mobile sequestrò decine di oggetti darte ritenuti di provenienza illecita, portati via ritennero gli inquirenti da palazzi antichi della città saccheggiati nei mesi precedenti. Lattenzione allora cadde su un dipinto del Cinquecento, un Ecce homo attribuito alla scuola dellartista spagnolo Pedro de Campana, che Valenti stava per vendere alla Regione per 200 mila euro. Di quel quadro, però, nei mesi successivi Valenti riuscì a dimostrare la legittima provenienza visto che il suocero, il noto antiquario Giuseppe Tirenna, lo aveva acquistato trentanni addietro dal principe Galati. Non così di moltissimi altri oggetti darte finiti sotto sequestro e rimasti custoditi per mesi in un armadio blindato nella stanza di un funzionario della squadra mobile, con le grate alle finestre e sempre chiusa a chiave. Gli oggetti erano tanti e voluminosi e non tutti hanno trovato posto in cassaforte. Quelli che sono rimasti fuori sono stati catalogati e custoditi in alcuni scatoloni sigillati, sempre sotto il diretto controllo del dirigente che per mesi, man mano che i pezzi darte venivano riconosciuti dai legittimi proprietari dalle foto pubblicate sul sito Internet della polizia, ha provveduto a restituire quelli di cui si è riusciti a dimostrare la provenienza. Tra gli oggetti spariti, la statua di un santo, porcellane, cristalli e un paio di bambole preziose. La vicenda del furto delle opere darte, tenuta sotto silenzio, viene fuori a conclusione delle indagini a carico dellantiquario nei confronti del quale il sostituto procuratore Rita Fulantelli si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per ricettazione e truffa. Per mesi, il pm ha cercato di venire a capo del furto negli uffici della squadra mobile sentendo funzionari e ispettori che avevano accesso alla stanza e chiedendo la visione delle registrazioni delle telecamere che sorvegliano lingresso, ma non ne è venuto fuori nulla e alla fine anche questa inchiesta è finita in archivio con il timbro del gip Silvana Saguto. Resta il sospetto, espresso dagli investigatori, che a commissionare il furto, contando comunque su una qualche complicità interna agli uffici, possa addirittura essere stato lo stesso antiquario indagato.