Festa per la fine del restauro. Progetto per un polo archeologico -------------------------------------------------------------------------------- POPIGLIO. L'opera di ristrutturazione e consolidamento delle torri di Popiglio è terminato. Ma l'amministrazione comunale di Piteglio lo vede solo come la prima tappa, fondamentale, di un percorso che dovrebbe portare alla creazione di un vero e proprio sito archeologico d'interesse nazionale. In questo caso, il comune di Piteglio diventerebbe, sotto l'aspetto scientifico, culturale e turistico, una delle realtà più importanti dell'intero territorio provinciale. Il grande lavoro di restauro delle due torri è finito da poco. Gli anni di sacrifici economici e di grande impegno di una equipe di professionisti sono stati coronati ieri mattina con una cerimonia di inaugurazione sul posto. Chi non sapeva in quali condizioni versavano le due strutture alcuni anni fa non ha potuto apprezzare integralmente il grande intervento che è stato apportato. Le foto messe in mostra, per quanto esplicative, non sono riuscite a significare la trasformazione subìta dalle due torri. «Intorno al 1999-2000 - spiega Luca Marmo, allora assessore comunale di Piteglio e colui che fu tra i primi ad interessarsi del recupero - era crollata già la parte superiore per almeno la metà dell'altezza. Le torri erano solo un ricordo e si potevano vedere solo macerie. La Pro loco di allora si occupò di ripulire la zona dall'invasione della vegetazione, ma soprattutto lo fece per sensibilizzare l'opinione pubblica e l'amministrazione comunale». Da allora, il percorso è stato lungo e complicato, ma grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ad alcuni fondi europei e alle economie comunali, per il restauro delle torri sono stati tirati fuori circa 650.000 euro. Se l'amministrazione comunale non avesse preso a cuore questo recupero, a quest'ora i due edifici sarebbero stati un lontano ricordo. «Il deperimento - ha spiegato Valerio Sichi, assessore comunale e vicepresidente della Comunità montana - era molto evidente e lo si percepiva quasi quotidianamente. L'intervento era necessario. Mi auguro solo che questo sia davvero il primo passo verso un progetto complessivo che porti alla costituzione di un sito archeologico, con il recupero totale delle mura di cinta e dell'intera area. Dopo potremmo vantare un'area di inestimabile valore e dovremmo individuare una strategia adatta alla valorizzazione e conoscenza all'esterno». E probabilmente gli scavi archeologici porterebbero davvero ottime sorprese se è vero, com'è vero, che è bastato ripulire a fondo da arbusti e quant'altro perché tornasse alla luce una piccola rampa di scale che collegavano l'area delle torri a probabili ricoveri dei soldati. Ad applaudire il lavoro diretto dai tecnici della Sovrintendenza ai beni architettonici e portati avanti dalla ditta Diddi, c'erano le rappresentanze dei cinque comuni montani, il prefetto di Pistoia Antonio Recchioni, il senatore Lido Scarpetti e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia Ivano Paci. «La valorizzazione della montagna pistoiese - ha detto il sindaco di Piteglio Paolo Pratesi - deve partire obbligatoriamente dal mantenimento delle opere che esistono già. Sicuramente questo comporta uno sforzo straordinario di energie fisiche ed economiche, ma è necessario, e vedendo la qualità di questa ristrutturazione credo davvero che ne valga la pena». (ha collaborato Alessandro Sisi)
TOSCANA - Le torri di Popiglio sono in salvo
Il comune di Piteglio ha inaugurato il restauro delle due torri che dominano la valle del fiume Arno. L'opera di ristrutturazione e consolidamento delle torri è terminata dopo anni di sacrifici economici e di grande impegno di una equipe di professionisti. Il comune di Piteglio diventerebbe, sotto l'aspetto scientifico, culturale e turistico, una delle realtà più importanti dell'intero territorio provinciale. Il grande lavoro di restauro è stato coronato con una cerimonia di inaugurazione sul posto. Il percorso di recupero è stato lungo e complicato, ma grazie a fondi europei e comunali, per il restauro delle torri sono stati tirati fuori circa 650.000 euro.
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