Un'aula universitaria durante gli esami di ammissione Foto Ansa BOLOGNA È indagata per lavori senza autorizzazione in violazione del vincolo sui beni culturali (l'articolo 169 del codice dei beni culturali e paesaggio) la direttrice del settore Lavori pubblici del Comune di Bologna Raffaella Bruni, che ieri mattina si è presentata in Procura assieme all'avvocato Raffaele Miraglia. Per chiarire la sua posizione di fronte al titolare delle indagini sui lavori di manutenzione straordinaria di Strada Maggiore, il sostituto procuratore Antonio Rustico. L'articolo contestato a Bruni prevede l'arresto da sei mesi ad un anno e l'ammenda da 775 a 38.734 euro. La difesa parla di un «difetto di comunicazione fra Comune e Sovrintendenza» regionale. Perché si accavallano «due distinti procedimenti amministrativi, ma complementari»: uno generale di manutenzione delle strade del centro storico. E il progetto del Tram Civis. Entrambi, spiega la difesa, hanno l'autorizzazione della Sovrintendenza. Ma per il Civis, dentro il quale ricadrebbe la manutenzione di Strada Maggiore, l'autorizzazione è «vincolata a certi criteri, tra i quali il colore dell'asfalto». A quanto pare, però, Palazzo d'Accursio non avrebbe indicato il colore della nuova pavimentazione, perché, data «la temporaneità»dell'asfalto appena posato, l'Amministrazione avrebbe inserito l'intervento sotto il progetto di manutenzione generale delle strade della città. e quando passerà il Civis la strada subirebbe un altro intervento di asfaltatura. Dal chiarimento di fronte al Pm, sottolinea Miraglia, emerge che il fatto«non ha rilevanza penale». e il disguido amministrativo tra comune e sovrintendenza «è stato superato». Ma piazza Trento e Trieste frena su quest'ultimo punto, poiché l'eventuale rilevanza penale deve essere ancora valutata. Anche l'assessore MaurizioZamboni ieri ha preferito non commentare la notizia,divulgata anche con un comunicato di Palazzo d'Accursio. L'assessore alla Mobilità ha comunque detto di sentirsi «tranquillo»