«Un libro, qualunque libro, è un oggetto sacro», scriveva Jorge Luis Borges a proposito del fondamentale culto dei libri. L'assunto borgesiano ben si addice alla preziosità di Artelibro, il festival del libro d'arte giunto alla sua quarta edizione, che si terrà a Bologna dal 21 al 24 settembre (con inaugurazione il 20). Nata nel 2004 sulla scia del successo di Artefiera, la più importante vetrina italiana di arte contem-poranea, anche questa manifestazione, a cavallo tra fiera e festival, ha rapidamente assunto una dimensione internazionale, come confermano le presenze della tedesca Taschen o dell'inglese Phaidon. Il libro d'arte, in grado di collegare forme diverse, costituisce, unitamente all'editoria per ragazzi, l'altro tassello fondamentale come ha ricordato il sindaco Cofferati «per una città in cui il libro vanta radici antiche e profili qualitativi elevatissimi, un settore solo apparentemente di nicchia, ma in rapida crescita». A confermare questa tendenza ci sono i numeri, snocciolati con legittima soddisfazione da Barbara Abbondanza Maccaferri in rappresentanza delle organizzatrici dell'associazione Artelibro: 35mila visitatori nella scorsa edizione, oltre 60 editori specializzati presenti, 75 eventi, 225 relatori, 20mila titoli presenti, 20 mostre collegate (dai tesori della biblioteca San Genesio della casa Lyda Borelli ai libri d'artista di Tono Zancanaro, mostra inaugurata ieri nel quadriloggiato dell'Archiginnasio), un'ampia sezione dedicata alla libreria antiquaria con le sue pregiate rarità, decine di iniziative diffuse in provincia e collegate a un evento che continua a gravitare attorno al cuore di Bologna, tra Palazzo re Enzo e del Podestà e il Museo Civico Archeologico. Un festival che con passione e tenacia ha superato più di una difficoltà, ha ricordato lo stesso Cofferati, per proporsi come esempio di quella «necessaria specializzazione futura delle attività culturali», cara all'assessore regionale Ronchi e come indice rilevante di una «qualità della vita che rifugge ha sottolineato l'assessore provinciale Simona Lembi dalla logica totalizzante del fast, della velocità, per lanciare un segnale che va nell'opposta direzione della lentezza». Tra le novità più significative dell'edizione 2007 (l'ingresso è gratuito), la scelta di un impegnativo tema unificante, legato alla necessità di aprirsi a nuove tipologie di pubblico attraverso la comunicazione e la didattica dell'arte, «Leggere l'arte: pubblico, autori, editori». Se il fitto calendario (programma su www.artelibro.it) di convegni (sabato 22 omaggio a Franco Cosimo Panini, recentemente scomparso, per ricordare «l'editore che inseguiva la Bellezza»), laboratori (domenica 23 in piazza Maggiore «Il giallo, il rosso e il blu. I tre colori primari per una storia comune»), incontri (realizzati con il sostegno di Unicredit, Fondazione del Monte, Enel, Hera, Carisbo, Unindustria, Sole 24 ore), vedranno impegnati i maggiori studiosi ed esperti del settore (Paolucci, Riccomini, De Seta, Sgarbi, Bonomi, Settis, Bonito Oliva), non mancheranno eventi spettacolari e trasversali a cominciare dall'inaugurazione affidata giovedì 20 (Sala Farnese di Palazzo d'Accursio, ore 17.30) a Paolo Poli che leggerà L'officina ferrarese di Roberto Longhi, passando per gli incontri con Vincenzo Cerami, Valerio Massimo Manfredi, Alessandro Bergonzoni, Dario Fo. Ma gli indiscussi protagonisti restano comunque i libri e gli editori, con le principali case del settore impegnate a presentare le loro novità nella Mostra mercato del libro d'arte, che si tiene presso la sala degli Atti e il salone del Podestà in piazza del Nettuno: la storica Skira Editore celebrerà la nascita del Bookshop all'interno di MAMbo mentre Giunti presenterà i primi titoli della nuova collana Vita d'artista, e se Motta proporrà Michelangelo pittore di Cristina Acidini, Umberto Allemandi farà riscoprire la stesura originaria inedita del Morandi di Francesco Arcangeli. Maria Fiammenghi della libreria antiquaria Garisenda, attiva dal 1963, vede nel festival un'occasione imperdibile per «andare oltre gli studiosi e i collezionisti, facendo scoprire a un pubblico nuovo il fascino del libro antico».