L'Asac sotto la lente del Ministero dei Beni Culturali. E' in corso in questi giorni l'ispezione promossa dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli per verificare le reali condizioni dell'Archivio storico delle Arti Contemporanee della Biennale dopo le ricorrenti denunce che proseguono ormai da diversi anni sulle condizioni delle importantissime raccolte cartacee e visive della fondazione, che documentano la sua attività dal 1895, e sulla possibile sparizione di parti di esse. Il funzionario della Soprintendenza archivistica del Ministero accompagnato dal direttore dell'Archivio Giorgio Busetto ha visitato entrambe le sedi dove sono conservati i materiali dell'Asac. Quella storica di Ca' Corner della Regina formalmente abbandonata dalla Biennale, ma dove sono ancora fototeca, nastroteca e il fondo artistico di opere donate alla Biennale e quella al Parco Vega di Porto Marghera, dove sono ormai conservati quasi tutti i materiali cartacei, i documenti e le pubblicazioni. L'ispezione si concluderà in settimana e subito dopo l'ispettore stenderà la relazione per Rutelli, che la vuole in tempi brevi. In questi anni si è lavorato «in miniera», come ha detto di recente il presidente della Biennale Davide Croff, per sottolineare come si tratti di un lavoro sotto traccia sulla catalogazione e la digitalizzazione del materiale dell'Archivio e al restauro e alla valorizzazione di opere e documenti. L'Asac ha iniziato a mettere in in rete i suoi cataloghi, insieme a quello dei periodici correnti, uscito anche a stampa. Quanto alle sparizioni, alcuni dei documenti di cui si è denunciata la scomparsa, sarebbero stati invece ritrovati in questi anni, con il parziale riordino dell'Archivio, come ad esempio la lettera autografa indirizzata al conte Volpi con cui Louis Lumière, l'inventore del cinematografo, dava nel 1932 la sua approvazione ufficiale alla nascita della Mostra del Cinema. Altri, invece, mancherebbero ancora all'appello, ma potrebbero anche essere ancora all'Asac, non ancora ritrovati. Restano le condizioni certo non ottimali dell'Archivio, chiuso da anni al pubblico e per il cui pieno recupero sarebbero necessari circa 5 milioni di euro, ma dalla Biennale filtra un cauto ottimismo sul fatto che la relazione ministeriale potrebbe tener conto del lavoro svolto soprattutto negli ultimi tre anni, con la nuova gestione. La prospettiva a breve termine resta comunque quello dell'apertura di una sede "virtuale" sull'isola di San Seryolo, in accordo con la Provincia. Quanto alla Biennale, il Consiglio di amministrazione non sarà per ora convocato fino a quando il ministro Rutelli entro fine mese non avrà designato il nuovo presidente. In quel caso lo stesso presidente Croff potrebbe dimettersi per favorire un rapido ricambio, a vantaggio proprio se riconfermato o dell'eventuale successore. Sarà presentato giovedì prossimo all'interno dello stesso complesso seicentesco il progetto architettonico per il restauro della Punta della Dogana e la sua trasformazione in polo dell'arte contemporanea basato sulla collezione di François Pinault. A illustrare il progetto sarà il suo autore, l'architetto giapponese Tadao Andò, che ha già curato per conto del collezionista e industriale francese il restyling di Palazzo Grassi. Alla presentazione prenderà parte, con Andò, lo stesso Pinault, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari e il nuovo direttore di Palazzo Grassi Monique Veaute.