NAPOLI Cemento a Punta Epitaffio, area di pregio architettonico ed ambientale del comune di Bacoli. La denuncia arriva da Tommaso Sodano, il presidente della Commissione Ambiente al Senato, che ha presentato un'interrogazione parlamentare a Francesco Rutelli, ministro dei Beni Culturali, e ad Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente. Ricostruisce il parlamentare: «II 22 marzo 2005 ci fu uno smottamento a Punta Epitaffio. Il Comune di Bacoli, per consolidare e recuperare la zona, ricevette un finanziamento dalla Comunità europea. L'amministrazione comunale ha inoltre ordinato alla Stilsa srl, proprietaria del fondo rustico dove si verificò la frana, l'esecuzione di tutte le opere necessarie per eliminare la situazione di pericolo». Prosegue l'interrogazione: «La Stilsa ha affidato l'esecuzione delle opere di messa in sicurezza alla ditta Lucci Salvatore srl, società che ha eseguito numerosi lavori per la Soprintendenza per i Beni archeologici». Un prefabbricato da 50 mq fu collocato provvisoriamente nell'area e adibito a spogliatoio per gli operai. Avrebbe dovuto rimanere lì per poco, non è stato mai più portato via. Anzi, scrive ancora il presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama, «in prossimità di quel manufatto, che avrebbe dovuto essere destinato ad uso precario, per lavori che sono ormai conclusi, si scorge adesso la realizzazione di un altro volume addossato al terrapieno». Secondo il parlamentare di Rifondazione sono stati inadeguati i controlli, da parte della Soprintendenza. Infatti, «con nota 14584 del 23 giugno 2006 l'Ufficio Tecnico del Comune di Bacoli relazionava in ordine agli accertamenti effettuati, segnalando l'assenza di personale della Soprintendenza agli accertamenti stessi, nonché la durata eccessiva dei lavori di consolidamento».