Attenzione, non è solo una Notte bianca, evento che approda a Genova dopo avere tenuto sveglie metropoli, capitali, città grandi e piccole di mezzo mondo. Attenzione, non è solo uno scossone a una tradizione da non stracciare di misura, maniman, stile anglo-conservatore, riserbo, understatement e scarsa propensione agli eccessi. Attenzione non è solo una grande sveglia alle abitudini ritmiche del metabolismo zeneise, che stava già digerendo anche la movida dei caruggi e le scorribande dei latinos nei meandri sempre più estesi del nuovo territorio che il melting pot ha conquistato: da Sarzano al ponte sul Polcevera, da Quarto Alta, alla Commenda di Prè, dal Cep al quartiere Diamante. Attenzione non è solo il flash che rompe i silenzi ottocenteschi di Circonvallazione a Monte e di Carignano e inverte i flussi di corso Italia e rivolta le viscere ombelicali del centro storico, città antica o carruggi che dir si voglia.... Questa è la prima firma sui tempi della città della nuova sindaco Marta Vincenzi, che ha sparato fuochi artificiali di preparazione da quando ha vinto le elezioni ed ora vuol fare il botto. Segnare la discontinuità delle discontinuità. Non quella dalla giunta di Pericu, ma quella dallandamento lento della città. Non basterà una notte a lasciare questo segno, come quei fuochi artificiali non sono sufficienti a marcare ancora un cambio. Guai se così fosse: con tutti i problemi che abbiamo affidarsi a una notte diversa a fari accesi invece che spenti. Fosse così ci sveglieremmo domani mattina solo un po intontiti se abbiamo dormito poche ore o frastornati, se abbiamo cavalcato le idee di Carlo Freccero e Stefano Francesca ( i registi) per tutto larco tra il 15 e il 16 settembre del 2007. Una notte può bastare a svelare quello che su queste colonne ci ha spiegato bene Marco Ferrari: la riscoperta della città, delle sue distanze, dei suoi cambiamenti, del suo popolo. Sì, certo anche delle sue tuttora incombenti difficoltà: di sicurezza, di integrazione, di equilibrio urbano, di luce, di silenzio, di isolamento e di sovraffollamento, di comunicazione, di giustizia sociale e di equilibri economici. Questa città è molto cambiata e cambierà ancora, ma molti genovesi stentano a riconoscerlo nel bene e nel male. E proprio il caso di dirlo: che la notte porti consiglio!