ROMA Nessuna modifica nel merito per le correzioni al Codice ambientale, che ieri hanno ricominciato l'iter da zero, con il primo sì del Consiglio dei ministri a un nuovo decreto legislativo correttivo che, in quattro articoli, accorpa i due precedenti D.lgs. correttivi approvati dal Governo rispettivamente su Via-Vas e sui rifiuti. A motivare il nuovo provvedimento, l'accorpamento dei due precedenti decreti legislativi e il riavvio dell'iter è il mancato rispetto da parte del Governo dei termini formali per la presentazione del decreto correttivo sui rifiuti (il più corposo e importante dei due) alle Camere: i termini erano scaduti lo scorso 11 agosto mentre il provvedimento era arrivato in Parlamento solo il 20 agosto. Un errore attribuibile alle strutture del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, che aveva ricevuto per tempo (l'8 agosto) il testo del provvedimento dal ministero dell'Ambiente. L'effetto pratico dell'errore formale di agosto e della nuova fase aperta ieri dal Governo è certamente un consistente slittamento nel tempo delle correzioni che il Governo Prodi vuole apportare al Codice ambientale varato dal Governo Berlusconi su proposta dell'ex ministro Altero Matteoli. Il ritardo riguarderà soprattutto le correzioni sui rifiuti, che erano ormai vicine al traguardo finale: al termine di un iter defatigante che era cominciato il 12 ottobre 2006, senza l'errore formale di agosto, l'entrata in vigore delle correzioni sarebbe arrivata prevedibilmente a fine ottobre. Tutto da rifare. Ma la posta in palio potrebbe essere oggi anche molto più alta: per il provvedimento comincia infatti ora una corsa contro il tempo che dovrà essere conclusa obbligatoriamente entro il 29 aprile 2008, pena la decadenza della delega alla correzione, contenuta nel Codice stesso per una durata di due anni. Come già successo con la precedente versione del decreto, poi decaduta, saranno necessarie anche per il nuovo provvedimento tre approvazioni del Consiglio dei ministri e - tra queste - passaggi obbligatori al Consiglio di Stato, alla Conferenza Stato-Regioni, due volte alle commissioni parlamentari. Ogni passaggio richiede per l'esame termini di tempo compresi fra 30 e 45 gior-ni: questo rende i tempi dell'iter molto stretti. La maggioranza e il Governo contano proprio sul fatto che i testi approvati ieri sono gli stessi, nel merito, già approvati dal Consiglio dei ministri e già spediti al Parlamento per i precedenti pareri. Ma l'opposizione non farà sconti e farà certamente soffrire il Governo almeno nei passaggi parlamentari. O, almeno, ci proverà, non lesinando argomenti sostanziali e meramente formali, come dimostrano le parole pronunciate ieri da Matteoli: «II nuovo decreto legislativo - ha detto l'ex ministro - di modifica del Codice dell'ambiente è contra legem. La legge di delega 30804 stabilisce infatti che il mancato rispetto da parte del governo dei termini di trasmissione degli schemi dei Dlgs comporta la decadenza dell'esercizio della delega legislativa». E ancora: «La decisione di ripresentare lo schema di decreto in materia di rifiuti è senz'altro illegittima e creerà ancora confusione legislativa in materia di ambiente, come se ce ne fosse bisogno».