Pagheremo i Comuni per fermare il cemento. L'idea dell'assessore provinciale Valli: sovvenzioni e contributi tecnici per redigere i piani di governo del territorio Carioni: «Giusto che i sindaci amministrino in libertà, ma basta palazzoni: si favorisca il recupero dei centri storici» Più interventi di recupero dei vecchi nuclei:è l'antidoto al nuovo cemento che deturpa il paesaggio lariano proposto dal presidente della provincia, Carioni. E da Villa Saporiti l'assessore Valli annuncia incentivi economici e supporti tecnici per i piani urbanistici dei Comuni. Leonardo Carioni guarda dalla finestra del suo ufficio: distoglie gli occhi e li riporta alle carte lasciate sulla scrivania. Non serve che glielo ripeta chi occasionalmente gli fa visita: lo vede da sé. «Tutti quelli che vengono qui - dice - sono sorpresi da come sul lago si sia costruito in maniera difforme». Non bisogna essere architetti per comprendere le verità semplici. «Io infatti non metto in discussione le linee architettoniche dell'immobile: dico però che è molto distaccato dal resto. Non c'entra nulla con Villa Geno che sta sotto, né con quello che gli sta vicino». Lo notò anche Umberto Bossi, il primo maggio: «Avevamo organizzato una gita in battello con altri parlamentari. Quel giorno, ci accorgemmo di tante cose che dalla strada non si vedono: bisogna cambiare prospettiva, per capire. Abbiamo trovato l'acqua pulita, delle belle spiaggette, tanti interventi graziosi di restauro: un lago vivo, insomma. Ma c'erano anche tanti interventi discutibili». Meglio non dire quali, per non indispettire nessuno: esita di fronte a chi gli chiede un esempio emblematico, poi dà quello più scontato, che gli si piazza davanti tutte le mattine quando arriva a Villa Saporiti. Già da quel mese di maggio, Carioni aveva iniziato a riflettere e a chiedersi che cosa potesse fare, lui che rappresenta la Provincia intera, per arginare un fenomeno che affligge molti dei suoi 165 Comuni e «di cui non ti rendi conto davvero finché non sali su una barca». Facile, poi, dare tutta la colpa ai sindaci: «Anzitutto, non è solo il sindaco che decide, ma tutta un'amministrazione», precisa, lui che si sente chiamato in causa anche come primo cittadino. «A Turate però - si mette sulla difensiva - abbiamo fatto un buon piano regolatore. Abbiamo concentrato gli insediamenti produttivi vicino all'autostrada, abbiamo previsto poca volumetria, gli edifici devono essere alti massimo due piani e non sette o otto come accade da altre parti: noi alle persone teniamo, non vogliamo un paese alienante. E poi c'è tanto verde». La pecca, però, non la racconta: i tecnici provinciali si angustiano perché soltanto due Comuni hanno redatto quel famoso piano di governo del territorio che, giurano gli esperti, risolverebbe gran parte dei problemi. Turate non è fra i pochi saggi, Gera Lario e Capiago, ma fra i tanti inadempienti, che del vuoto normativo talvolta si approfittano. I nuovi strumenti urbanistici, da predisporre entro il 2009, dovranno sottostare infatti alle prescrizioni del piano di coordinamento provinciale, che fissa per ciascun territorio un indice massimo di consumo del suolo (la percentuale di superficie edificabile), preservando inoltre dal cemento le zone di pregio. «Bisogna incentivare il percorso d'ingresso nel piano territoriale di coordinamento provinciale e dunque la redazione dei piani di governo del territorio», osserva Stefano Valli, assessore provinciale a Territorio, parchi e grande viabilità, annunciando le intenzioni della Provincia: «Stiamo mettendo a punto un sistema di aiuti ai comuni, che spesso si ritrovano in condizioni economiche difficili. Un Pgt costa tempo e denaro: prevediamo dei contributi economici, in modo da agevolare l'iter, ma anche dei contributi tecnici per la stesura delle valutazioni ambientali. La linea d'indirizzo del mio assessorato è: aiutare i comuni. Nel frattempo, è necessario trovare il modo per sistemare questo vuoto normativo, attuando un maggiore controllo. I piani integrati d'intervento, in sé, non sono un male: in certi casi sono serviti a sbloccare delle situazioni di pesante criticità e a recuperare aree degradate. Bisogna vigilare perché le amministrazioni locali non si approfittino dei vantaggi che comportano». «Sì, bisogna stare attenti a scongiurare le speculazioni edilizie - conviene Carioni - ma si deve continuare a costruire. Io non sono contrario allo sviluppo: sono contrario agli scempi e all'eccesso. Costruire troppo significa aumentare il numero degli abitanti e creare dei potenziali squilibri: non è sufficiente fare le case, bisogna fare i servizi. Gli asili, le scuole, le strade. I paesi devono essere vivibili, garantire una buona qualità della vita: personalmente trovo che le casette basse con un pezzetto di giardino davanti siano meglio dei palazzoni alti dove la gente perde identità e cancella le sue tradizioni. Perché non recuperare l'esistente, piuttosto? I nuclei storici devono tornare a essere il centro pulsante della comunità. Bisogna ristrutturare: e per farlo si devono creare delle condizioni di convenienza per le imprese, alle quali costa meno fare interventi ex novo. Le amministrazioni comunali possono prevedere delle agevolazioni in termini di oneri. Questa è la strada: recuperare le case dei centri storici, spostare fuori dal paese le industrie». Scelte a discrezione di un sindaco, o della sua giunta e del suo consiglio, come preferisce dire Carioni. Che, però, stenta a considerare gli obbrobri comparsi qua e là sulle rive del lago come una dimostrazione del fallimento della politica di decentramento - parola cara ai leghisti - delle competenze paesaggistiche. «È giusto lasciare la libertà di amministrare a chi è stato eletto dal popolo. Anche se poi, certo, c'è chi è più virtuoso e chi meno». Sara Bracchetti
COMO - Carioni e il paesaggio ferito freno al cemento meglio restaurare
L'assessore provinciale Valli annuncia che la Provincia di Lecco intende aiutare i Comuni a redigere i piani di governo del territorio, con sovvenzioni e contributi tecnici. L'idea è di fermare il cemento e favorire il recupero dei centri storici. Il presidente della provincia, Carioni, è contrario a questo piano, affermando che i sindaci dovrebbero amministrare in libertà e che non serve che gli si diano istruzioni. Tuttavia, Valli sostiene che il piano è necessario per arginare il fenomeno del cemento che affligge molti Comuni. La Provincia intende creare un sistema di aiuti ai comuni, con contributi economici e tecnici, per incentivare la redazione dei piani di governo del territorio.
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