Casoria. Tutti d'accordo sulle strategie di rilancio: la visione guida per l'elaborazione del piano urbanistico comunale dovrà considerare l'organizzazione policentrica del territorio di Casoria e puntare sulla riqualificazione e l'incremento delle attrezzature e sulla conservazione e recupero delle cosiddette «biodiversità» presenti, cioè sui terreni ad uso agricolo. Ma proprio qui nasce l'intoppo: a Casoria il 93,7 per cento del territorio è occupato dal cemento che finora ha bloccato lo sviluppo e frenato ogni tipo di progettualità. Tutto questo, in sintesi, è emerso ieri mattina in un confronto promosso dalla commissione straordinaria che dal 20 ottobre 2005 guida la città, dopo lo scioglimento per camorra del consiglio comunale, con i rappresentanti locali dei gruppi politici. «La partita importante in questa città si gioca sul recupero delle aree dimesse», dice subito il presidente della triade commissariale, il prefetto Gaetano Piccolella. A Casoria tutte le aree industriali sono dimesse e la città progressivamente ha perso il suo ruolo trainante a vantaggio dei comuni limitrofi e in particolare di Afragola, con il suo polo commerciale. Casoria potrebbe ritrovare un ruolo proponendosi come polo di sviluppo artigianale, culturale e artistico-religioso. Un'idea sulla quale gli esponenti politici locali hanno dimostrato di non essere contrari. Alla riunione ieri mattina erano presenti Gennaro Nocera (An), Salvatore Ruotolo (Pdci), Aldo Casillo (Società aperta), Fortunato Polizio (Udeur), Camillo Rapullino (Noi d'Arpino), Sergio D'Anna (Forza Italia). Lo Sdi era rappresentato dal segretario Raffaele Iorio e da Mariano Russo. «Bisognerà lavorare tenendo presenti indicatori importanti - hanno fatto rilevare i commissari - La superficie coperta e il volume edificato evidenziano un eccesso di vani rispetto al fabbisogno reale della città, destinato ulteriormente a crescere per il decremento della popolazione che nel 2016 è stimata in 80 mila persone». Il volume abusivo relativo al solo condono previsto dalla legge 4785, in tutto ciò, è pari addirittura al 21,56 per cento della volumetria totale. Ecco perché è più che mai importante che il processo di pianificazione e di programmazione si integri con quello di valutazione complessiva del fabbisogno del territorio per dar luogo ad un processo decisionale concepito finalmente in termini unitari. Si capisce, quindi, perché costituisce una scelta prioritaria il recupero delle aree dimesse e l'eliminazione dei rischi collegati alle vecchie attività estrattive sul territorio. Ma interventi mirati saranno indirizzati anche al miglioramento ambientale e paesaggistico con un occhio particolare alle politiche dei trasporti. Previsto il completamento, infatti, della SS 87 Sannitica e il prolungamento della Circumvallazione esterna. In programma anche un nuovo collegamento tra gli assi autostradali e la zona di Capodichino con l'adeguamento della viabilità esistente. Per i trasporti, tra le opzioni progettuali c'è il raccordo ferroviario tra la linea Aversa-Napoli e la variante della linea di Cancello.