"Veltroni 'dissequestri' il Colosseo dai suoi divieti assurdi. Non è l'ottavo re di Roma, ma solo l'amministratore della città. Non deve e non può dare giudizi di merito su quali manifestazioni sarebbe giusto o sbagliato ospitare in Via dei Fori imperiali, ma limitarsi a dire, sulla base delle indicazioni delle Soprintendenze, cosa danneggerebbe il nostro patrimonio archeologico in termini d'impatto ambientale e acustico, dando adeguate prescrizioni tecniche". È quanto dichiara il deputato di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, componente dell'esecutivo, commentando in una nota "il diniego dato dal sindaco di Roma Walter Veltroni alla richiesta di svolgere al Colosseo la manifestazione di Alleanza nazionale del 13 ottobre". "Le opinioni sull'inopportunità di svolgere manifestazioni politiche davanti al Colosseo sono rispettabili ha puntualizzato Rampelli - ma personalissime, attengono a Walter, non possono sovrapporsi a quelle del sindaco della città che è il garante del diritto di ogni associazione di usufruire degli spazi pubblici. In tutto il mondo le piazze più rappresentative delle Capitali sono teatro di grandi eventi partecipativi, politici, sociali, sindacali: la Porta di Brandeburgo, la Piazza del Cremlino, l'Arco di Trionfo... Semmai Veltroni dovrebbe evitare i grandi concerti delle rockstar da un milione di partecipanti che si sostengono su solidi interessi economici e si presentano con palchi grandi come cattedrali e migliaia di decibel sparati sul Foro romano: Elton John, Simon Grunfunkel, Paul Mc Cartney, i Genesis, ecc., sarebbero dovuti andare a Tor Vergata, area appositamente pensata per grandi eventi su cui sono stati complessivamente spesi centinaia di milioni di euro". "Veltroni - ha continuato Rampelli - dovrebbe viceversa ammettere che sarebbe bello promuovere nel mondo l'immagine del Colosseo con tanta gente intorno priva di finalità economiche e animata unicamente da passione civile, gente che vuole semplicemente partecipare alla vita pubblica.