Gli ambientalisti ironizzano: «Probabilmente hanno messo nel conto anche le rotatorie». Deliperi: «Basta dare un'occhiata in giro per accertare la realtà». CAGLIARI. Dalla laguna di Santa Gilla al parco di Monte Claro, passando per il colle di San Michele, e senza tralasciare neppure una rotatoria. A Cagliari il verde pubblico s'allarga: ricopre il 52,9 per cento del territorio comunale. A certificarlo è il rapporto sugli indicatori ambientali pubblicato in questi giorni dall'Istat, secondo cui nel 2006 Cagliari, pur non avendo incrementato la "quota" di verde rispetto all'anno precedente, ha mantenuto comunque un indice soddisfacente, che tiene alta la media dei suoi voti. La città dei palazzinari, insomma, si rivela più naturalistica di quel che si credeva. Eppure non manca chi avanza più d'una perplessità. In prima fila ad attaccare l'attendibilità del rapporto c'è il portavoce del Gruppo d'intervento giuridico, Stefano Deliperi: «Come si può - si domanda - dire che una città tiene più o meno all'ambiente, mettendo nel calderone del verde pubblico tutto quel che capita, da siti di grandezza colossale come Monte Urpinu sino alle aiuole ?». Un modo, quello di Deliperi, per dire che la sensibilità ambientalista si misura più sulle cose fatte per garantire il verde dappertutto, che non sulla presenza (peraltro un regalo della natura) di luoghi verdi. Eppure l'Istat ha fatto proprio così, infilando nella lista del proprio tutto: parchi, aree protette, siti d'interesse comunitario, persino le rotonde presenti nelle strade. A conti fatti le città a più alta densità di verde in Italia sono Torino, Catania, Milano, ma anche Trento, Pescara e Brescia, che rispetto all'anno precedente hanno tutte incrementato il verde cittadino di diversi punti percentuali. Mentre Cagliari è tra le città citate per avere «una densità di verde urbano superiore alla media» nonostante la crescita rispetto al 2005 non ci sia stata. «Va detto comunque che rispetto a una decina d'anni fa i passi in avanti sono stati fatti - sottolinea il presidente regionale del Wwf, Luca Pinna - si pensi ad esempio al colle di San Michele o al parco di Monte Claro, prima veri e propri sterrati in cui sarebbe stato persino pericoloso avventurarsi». Due esempi presi dal passato più recente, cui oggi, continua Pinna, se ne potrebbe aggiungere un altro, che dimostrerebbe la volontà di proseguire per questa direzione: «Mi riferisco - precisa Luca Pinna - al recupero delle ex aree militari di Calamosca». I plausi non traggano però in inganno, perchè, vanno avanti dall'associazione del panda «bisogna migliorare ancora». In particolare occorrerebbe maggiore sensibilità verso i quartieri: «La crescita di alcuni rioni come Is Mirrionis, La Vega, Sant'Avendrace o alcune porzioni di Pirri - osserva Luca Pinna - non ha tenuto conto di una quota cospicua di territorio che avrebbe dovuto essere attrezzata a verde». Un'osservazione con cui si sente in sintonia anche Stefano Deliperi, che alla lista di Pinna aggiunge il quartiere di San Benedetto: «Basta fare un giro per accorgersi che in quanto a verde nei quartieri la città è piuttosto poverella - dice secco - questo è successo perchè Cagliari è stata consegnata a piene mani alle speculazioni, che ne hanno fatto una città abbastanza congestionata». Una versione dei fatti che non piace al Comune. Che ricorda piuttosto come due anni fa Cagliari figurasse, in virtù dell'alto tasso di verde, al primo posto tra le città metropolitane: «Da allora - ricorda il dirigente dell'urbanistica Paolo Zoccheddu - abbiamo continuato a puntare sul verde. Il fatto dunque che per l'Istat la densità di aree verdi non sia aumentata ci risulta alquanto strano». Non solo: le performance potrebbero aumentare enormemente anche con pochi interventi. «Il progetto per Tuvixeddu bloccato dalla Regione - dice Zoccheddu - da solo riuscirebbe a incrementare la densità di verde cittadino del ben il dieci per cento». Quanto poi ai quartieri rimasti un deserto, la risposta è secca: «Bisogna fare i conti con l'assetto urbanistico risalente almeno a cinquant'anni fa, che non permette grandi variazioni».
Cagliari. Istat benevolo: la città è verdissima
Il rapporto sugli indicatori ambientali pubblicato dall'Istat mostra che Cagliari ha mantenuto un indice soddisfacente per quanto riguarda la presenza di verde pubblico, con il 52,9% del territorio comunale coperto da aree verdi. Tuttavia, alcuni ambientalisti come Stefano Deliperi e il presidente del Wwf Luca Pinna hanno espresso perplessità sulla attendibilità del rapporto, affermando che il verde pubblico è stato "inserito" nella lista senza considerare la presenza di luoghi verdi naturali. Deliperi sostiene che la sensibilità ambientalista si misura più sulle cose fatte per garantire il verde dappertutto che sulla presenza di luoghi verdi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo