45mila volumi sono arrivati nei giorni scorsi da Mentana in città MERCOLEDI' 5 settembre, mattina presto: dopo avere viaggiato su tre tir da Mentana a Bologna, 45mila libri arrivano nell'ex Convento di Santa Cristina di via del Piombo, dove ha sede la fondazione intitolata al grande critico e storico dell'arte Federico Zeri. Passano due giorni e i libri, inventariati, che hanno viaggiato impacchettati nel modo esatto per essere piazzati sugli scaffali, sono al loro posto: 700 metri lineari abbondanti di scaffalature, al piano alto dell'edificio, in quello che un tempo era il dormitorio delle monache (454 metri quadrati) e che ora, ridisegnato dall'architetto Sergio Bettini, è una seducente sala di consultazione, contornata di libri disposti a scaffale aperto, con il soffitto a capriate, le luci che paiono sorgere dal nulla e 50 postazioni di lettura. «Entro il 2008 spiega la professoressa Anna Ottani Cavina, direttrice della Fondazione i volumi saranno catalogati secondo le norme del Sistema Bibliotecario Nazionale, entrando così in rete con le biblioteche dell'università e con il catalogo nazionale SBNICCU, la più grande banca dati bibliografica italiana». VISTA IN ANTEPRIMA la biblioteca comunica un'impressione raffinata e imponente. In base al lascito con cui Zeri, nel 1998, destinò alla nostra università la sua fototeca (290.100 immagini) e i circa 90mila volumi della sua biblioteca di studio d'arte (non, quindi, i libri di lettura personale), quella che è giunta a Bologna è una prima tranche. «Sono ancora a Mentana spiega la Ottani i 40mila cataloghi d'asta che costituiscono un tesoro ineguagliabile. Su questa parte sta ancora lavorando Paolo Albertazzi, responsabile della biblioteca del Dipartimento di Lingue dell'università e curatore del progetto della biblioteca Zeri. Rendere efficacemente consultabili a esperti e studenti di corsi specialistici i cataloghi è un lavoro molto più complesso di quello che si deve fare per i libri». La biblioteca, s'è detto, aprirà non prima di un anno, anche se osservano insieme la Cavina e Albertazzi si potrebbe decidere un'apertura per settori, mano a mano che la catalogazione procede. Ma intanto, sabato 22, chi andrà in Santa Cristina la biblioteca la vedrà. Proprio lì si terrà infatti l'incontro organizzato dalla Fondazione Zeri, per 'Artelibro', sui problemi dell'accesso all'arte nell'era di internet. MA COM'E' fatta la biblioteca lasciata dallo studioso così detestato il sentimento fu reciproco, del resto dagli accademici, che dall'Alma Mater ricevette, alcuni mesi prima della morte, la sola laurea ad honorem di un'università italiana? «Si tratta dice l'Ottani Cavina di una biblioteca d'autore, organizzata secondo i criteri di chi via via la componeva. Ho chiesto a Eco prosegue la docente di Storia dell'arte moderna com'è costruita la sua, e lui mi ha risposto subito: per temi, non per autori». Così aveva fatto Zeri con i suoi libri e così sottolinea Albertazzi è stato fatto nel ricostituire la biblioteca a Bologna». I numeri, torniti dallo stesso Albertazzi, parlano da soli: «Circa 6mila volumi sulla pittura italiana dal '200 all'800, il nucleo più forte, che occupa tutto il lato sinistro, entrando. Altrettanti sono i titoli, collocati nella galleria d'ingresso, sulla 'topografia', cioè sulle emergenze artistiche dei diversi territori italiani. Ma ci sono anche i pittori russi e americani, l'arte orientale e quella bizantina. C'è da notare prosegue il curatore che un terzo dei 40mila volumi sono risultano oggi introvabili». SI ENTRA, adesso, nella voce investimenti. La Fondazione Zeri si vale dell'appoggio della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per la progettazione della biblioteca e di Uni-credit e del Guggenheim Museum per la catalogazione della fototeca. Ma per impiantare la biblioteca, e anche per scortare i tre tir che hanno viaggiato da Bologna a Mentana, il curatore Albertazzi si è valso di un paio di collaboratori 'sottratti' al lavoro in corso (una dozzina di persone) per la catalogazione della fototeca, giunta già a quota 90mila. Servono forze perché la macchina messa in moto non perda colpi. «Senza voler fare doppioni con la biblioteca del Dipartimento di Storia dell'Arte dobbiamo aggiornare, implementare, la dotazione della biblioteca», precisa la Ottani Cavina. Ma occorrono anche forze per mettere in rete le foto già catalogate e per dare il via alla catalogazione on line dei libri. Sono passaggi obbligati. Basta fare un calcolo di costi e benefici: la cultura, se è buona, vale la spesa. Vediamo.
(Bologna) Santa Cristina, ecco i libri di Zeri
Il testo riassunto è il seguente:
La Fondazione Zeri di Bologna ha ricevuto 45.000 volumi provenienti da Mentana, che saranno catalogati secondo le norme del Sistema Bibliotecario Nazionale. La biblioteca, che sarà aperta al pubblico, sarà situata nell'ex Convento di Santa Cristina e sarà dotata di 700 metri lineari di scaffalature. I libri saranno catalogati secondo le norme del Sistema Bibliotecario Nazionale e entreranno in rete con le biblioteche dell'università e con il catalogo nazionale SBNICCU. La biblioteca sarà aperta non prima di un anno, ma potrebbe essere aperta per settori mano a mano che la catalogazione procede.
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