VADA. Vada sarà al centro dell'attenzione del terzo congresso internazionale sulle anfore e le ceramiche di età tardo antica. A marzo del 2008 infatti oltre 150 specialisti, dopo aver presentato le proprie relazioni a Pisa, si sposteranno a Vada dove sarà allestita un'esposizione di ceramiche provenienti non soltanto dall'area di San Gaetano, ma anche da altre località della costa degli etruschi. Verrà così confermata l'importanza del sito archeologico di Vada che, negli anni, ha portato alla scoperta di una vasta zona probabilmente connessa al porto dove, dal I secolo dopo cristo, si iniziarono a costruire edifici, magazzini, fornaci e terme destinati a sopravvivere a lungo. Ad annunciarlo è stata Marinella Pasquinucci, docente di topografia antica e archeologia subacquea all'Università di Pisa, al termine della campagna di scavi che dal 27 agosto al 22 settembre ha continuato l'indagine del sito di San Gaetano. Alla presenza del sindaco Nenci e dell'assessore alla cultura Franchi, gli archeologi hanno mostrato con soddisfazione i risultati di quest'anno. In particolare è venuta alla luce una struttura a tre rami, forse una fornace per il vetro. «Era dura la vita degli artigiani - spiegano gli archeologi - spesso erano schiavi specializzati, ma anche quando erano uomini liberi si trovavano alle prese con un lavoro ingrato». Per lavorare il vetro, una tecnica che dai fenici è arrivata fino a noi senza grandi modifiche, era infatti necessario un bancone in un locale riscaldato nel quale il fuoco arrivava attraverso diverse condutture. Nella parte più a ovest degli scavi sono inoltre state trovate due strutture dotate di absidi. «Inizialmente avevamo pensato a un'abbazia, poi ad un macellum. Adesso preferiamo aspettare prima di avanzare altre ipotesi». Quest'anno gli scavi hanno avuto anche il supporto di tecniche innovative. Infatti alcuni allievi del corso di laurea in geofisica applicata ai beni culturali dell'Università di Pisa si sono messi al lavoro con indagini gravimetriche, sismiche, geoelettriche e geomagnetiche. «Abbiamo così avuto la conferma di ciò che sospettavamo: le strutture continuano anche sotto al condotto Solvay». Vada nel I secolo d.C. era più ampia dell'attuale paese: dal bombolone della Solvay si estendeva fino all'attuale abitato. C'erano edifici di prestigio e un brulicare di merci provenienti da tutto il Mediterraneo. Al lavoro quest'anno c'erano anche, oltre agli studenti e ai ricercatori dell'Università di Pisa, anche alcuni studenti del liceo Cecioni di Livorno. «Abbiamo aiutato negli scavi, nella pulizia e nella catalogazione dei reperti» raccontano Beatrice Guerrini e Francesca Tognetti, 18 anni. «E' stata una bellissima esperienza. E' emozionante trovare frammenti di ceramiche antiche e pensare di avere in mano pezzettini di storia».
TOSCANA - Congresso sui tesori di S. Gaetano. Le ceramiche degli scavi all'esame di studiosi internazionali
Il terzo congresso internazionale sulle anfore e le ceramiche di età tardo antica si terrà a Vada. L'evento sarà allestito in un'esposizione di ceramiche provenienti da diverse località della costa degli etruschi. Gli scavi del sito archeologico di San Gaetano hanno portato alla scoperta di una vasta zona probabilmente connessa al porto. Ad esempio, è stata trovata una struttura a tre rami, forse una fornace per il vetro. Gli scavi hanno anche rivelato due strutture dotate di absidi, che potrebbero essere un macellum o un'abbazia. L'anno scorso gli scavi hanno avuto il supporto di tecniche innovative, come indagini gravimetriche e sismiche.
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