Come in un'opera lirica quando il personaggio raggiunge l'acme del dolore solo in punto di morte, poco prima dell'uscita di scena, il sovrintendente del teatro San Carlo di Napoli, Giacchino Lanza Tornasi ha dato sfogo al suo rammarico per le sorti dello storico palcoscenico partenopeo soltanto martedì mentre annunciava il cartellone della stagione 2007-2008. Cala il sipario sull'era Lanza Tornasi. Dopo mesi di agonia con un teatro allo sbando, cantanti e ballerini in agitazione per mesi tra conferme e smentite del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, sull'arrivo di soci privati per ripianare il debito di oltre 20 milioni di euro ecco la resa dei conti e l'addio di una personalità di spessore nell'ambito dell'opera e del panorama artistico europeo. «La condizione napoletana non è di solidarietà- ha spiegato Lanza Tornasi - e dunque lascio. Auspico che il commissario straordinario possa trovare i fondi per il prosieguo dell' attività». Ora a gestire la difficile situazione finanziaria rimane il commissario inviato dal ministero dei Beni Culturali, Salvatore Nastasi, artefice della rinascita del Maggio Fiorentino. Non si esclude la strada della privatizzazione per il più vecchio teatro d'Europa, Nastasi è cauto e attende la verifica dei conti per avanzare ipotesi sul futuro del San Carlo. «Dal 1 ottobre mi occuperò direttamente dell' intera gestione - ha detto Nastasi - il momento è molto difficile, anche al di là delle responsabilità di chiunque». Bisognerà attendere almeno la prima settimana di ottobre per conoscere la cifra reale dei debiti dell'ente lirico, entro allora infatti saranno noti i risultati della due diligence commissionata sui conti del San Carlo. «Per me è il punto d'inizio del lavoro. La situazione esatta dei conti - ha proseguito Nastasi - è indispensabile anche per l'obbligo di trasparenza verso il ministro che mi ha nominato. Solo così potrò presentarmi agli enti territoriali ed ai possibili sponsor privati, come Confindustria e Banca Intesa, che hanno subordinato il proprio impegno proprio allo stato reale dei conti». Il commissario Nastasi ha però garantito che nessuno dei 366 lavoratori del Massimo napoletano sarà licenziato. «Incontrerò i sindacati la prossima settimana, ma ribadisco che non ci sarà nessun licenziamento, bisognerà solo riorganizzare in maniera diversa le presenze». Una discussione rimandata appunto al 26 settembre data in cui il commissario incontrerà i sindacati di categoria. Ma sono due le sconfitte che la città di Napoli deve registrare da una parte l'abbandono di Lanza Tornasi che negli anni ha diretto e promosso centinaia di produzioni liriche in giro per l'Europa (da La fanciulla del West di Puccini alla Cenerentola di Rossini, con la regia di Roberto De Simone) e l'arrivo di una stagione teatrale che non propone grosse novità. E uno spettacolo in meno, otto spettacoli invece di nove. Un cartellone che si apre il 2 dicembre con il Parsifal di Wagner, con l'orchestra del San Carlo diretta da Jeffrey Tate, scene di Giulio Paolini.
Teatro S. Carlo. Lanza Tornasi va via, conti in rosso
Il sovrintendente del teatro San Carlo di Napoli, Giacchino Lanza Tornasi, ha annunciato il cartellone della stagione 2007-2008, ma ha anche espresso il suo rammarico per le sorti dello storico palcoscenico partenopeo. Il teatro è allo sbando e il debito è di oltre 20 milioni di euro. Lanza Tornasi ha deciso di lasciare il teatro dopo mesi di agonia. Il commissario straordinario, Salvatore Nastasi, ha assunto la gestione del teatro e ha garantito che nessuno dei 366 lavoratori sarà licenziato. Nastasi ha promesso di riorganizzare le presenze e di trovare i fondi per il prosieguo dell'attività.
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