Restano ancora da superare alcuni problemi tecnici, ma intanto attorno all'ascensore per la Spina Verde si sta creando il consenso necessario perché non rimanga sulla carta. Per la prima volta, infatti, sia il Comune, per voce dell'assessore alla Mobilità Fulvio Caradonna, sia il consorzio che gestisce il parco di cintura urbana, nella persona del presidente Giorgio Casati, si sono espressi favorevolmente rispetto al progetto cui sta lavorando l'architetto Francesco Castiglioni, su sollecitazione dell'ex presidente del Rotary Baradello Franco Brenna. Castiglioni sta completando lo studio di fattibilità. Nelle ultime settimane si è concentrato in particolare sul nodo dello scavalcamento della ferrovia: la stazione di partenza dell'ascensore inclinato, la cui portata massima sarà di 30 persone, è prevista nell'ex scalo merci delle Fs in via Regina e dovrà "saltare" i binari per poi insinuarsi nel valletto che da via Santa Marta conduce fino in cima al Monte Croce. In tutto una corsa di 750 metri che saranno coperti in circa 7 minuti. Durante il mese di agosto sono intercorsi contatti tra Brenna e il presidente dell'Ordine degli architetti, Angelo Monti. «Siamo rimasti d'accordo di incontrarci a breve - dice l'ex presidente del Rotary - per stabilire una procedura condivisa, che consta nell'esaminare il progetto di Castiglioni già in essere e costruire un concorso di idee per giovani architetti finalizzato a proporre delle soluzioni per la stazione di arrivo, dove dovrebbero trovare spazio un bar, un ristorante e un piccolo padiglione espositivo». Cemento in Spina Verde? Qualcuno ha già drizzato le orecchie e nei giorni scorsi un lettore se n'è lamentato in una lettera al giornale. «Non voglio vedere un metro cubo di cemento - è la risposta - che non sia finalizzato all'unico scopo di valorizzare il verde e pensare a dei sentieri panoramici che colleghino il Baradello con l'arrivo della funivia». Questo è «il sogno», come dice Brenna, ma perché si trasformi in realtà «sarebbe utile capire cosa ne pensino i politici». L'assessore Caradonna non si tira indietro: «L'idea è affascinante e bella - afferma -, nulla da ridire. Penso che gli enti pubblici la valuteranno favorevolmente, ma mi spaventa un po' l'ipotesi della stazione di partenza sull'ex scalo merci. Lì la proprietà è delle ferrovie, bisogna vedere se sono disposte a cedere le aree». Altro discorso da valutare è quello relativo agli insediamenti da collocare alla stazione d'arrivo. «A poche centinaia di metri c'è già una baita - sottolinea Caradonna -. Magari è sufficiente e non occorre costruire un altro ristorante ». Aldilà di questi "dettagli", l'ascensore «servirebbe molto a decongestionare le strade che portano alle baite, facendo arrivare meno macchine e più turisti. Come Comune avevano già collaborato con il Rotary in un progetto relativo al faro di Brunate e faremo la nostra parte anche in questa occasione ». Benedice l'iniziativa anche Giorgio Casati, presidente del consorzio di gestione della Spina Verde, sebbene l'ente parco stia lavorando da mesi a un altro progetto di funivia, per raggiungere il castel Baradello partendo dal ristorante Ginocc. «Per noi - rimarca Casati - questo collegamento resta fondamentale per completare l'accesso alla torre. Entro la fine dell'anno, infatti, daremo corso agli appalti per la ristrutturazione del castello del Barbarossa ed è importante fare in modo che lo si possa raggiungere con i mezzi, visto che l'accesso alla strada sterrata è riservato alle auto di servizio». Detto questo, «se altri fanno altri progetti, ben vengano. Siamo disponibili a valutare qualsiasi idea». L'Ordine degli architetti conferma la disponibilità a organizzare un concorso di idee per «approfondire alcuni ambiti», dopo che sarà definito lo studio di fattibilità elaborato da Castiglioni. Ma il presidente Angelo Monti sollecita attenzione per l'impatto ambientale: «Apprezzo, da comasco, quegli interventi che sanno valorizzare i luoghi senza stravolgerli. Un parco deve essere accessibile ma non consumistico. Il turismo è importantissimo, ma va guidato con attenzione. Questa è un'area molto delicata».