PISA. Anche le biblioteche toscane sono finite sotto la scure dei tagli: non siamo al collasso, ma l'allarme resta, specialmente dopo che la riforma del ministero dei beni culturali potrebbe far sparire la direzione generale per gli archivi e le biblioteche. E se anche in questo settore vige un regime di economia stretta, la preoccupazione maggiore è per il futuro, già a partire dal prossimo anno. «Sembra proprio che ci saranno dei grossi tagli - spiega Sandra Pesante, direttrice della biblioteca universitaria di Pisa - e quel che è peggio per la voce della tutela, che comprende sia la manutenzione degli immobili e delle strutture che dei restauri del materiale. E a quel punto, oltre ai problemi per conservare l'esistente, ci saranno problemi per acquisire nuovo materiale». Ma ora come ora uno scoglio da affrontare quotidianamente è quello della carenza di personale che non viene più rimpiazzato da tempo. Per rendere l'idea basti pensare che alla prestigiosa Biblioteca Nazionale di Firenze, che custodisce oltre 5,5 milioni di volumi e una mole impressionante di preziosi documenti di altro genere, su una pianta organica di 350 persone ne sono presenti soltanto 260. «Riusciamo ad assicurare il servizio al pubblico - spiegano dalla Biblioteca fiorentina - ma solo per il fatto che il personale si sacrifica e anziché un lavoro ne fa due o tre».