Si avvicina il progetto per il parco letterario SILIGO. La nascita del parco letterario nei luoghi di «Padre padrone» rasserena gli animi su «Baddhevrùstana». Ieri, non lontano dalle querce da sughero che fanno da sfondo al romanzo autobiografico, primo chiarimento, concluso da una stretta di mano, sul futuro dell'area. Da una parte, Gavino Ledda, autore di uno dei libri italiani più tradotti all'estero, protagonista di una vicenda umana e artistica fuori schema. Dall'altra, un rappresentante della famiglia subentrata da tempo nella proprietà dei terreni e negli ultimi anni (sin dal 2005) interessata al progetto per l'avvio di una cava nella valle. «In passato sono sorti equivoci e fraintendimenti, ma io credo che da oggi i malintesi comincino a venire superati ha dichiarato Gavino Ledda Penso di aver fatto pace. Voglio lasciarmi alle spalle ogni possibile mancanza di dialogo: ho visto che, parlando, le cose si risolvono. Sono più i punti d'incontro che ci uniscono rispetto a quelli che in teoria possono dividere». L'autore di Padre padrone (tra breve destinato a essere riscritto del tutto in sardo) espone il suo pensiero con equilibrio. Come sempre è seduto nella poltrona davanti al camino nel soggiorno-cucina della sua casa al centro di Siligo. È la stessa casa contro la quale alcuni sconosciuti hanno sparato una fucilata caricata a pallettoni il 16 dicembre di due anni fa. Sulla questione, mercoledì, la giunta regionale aveva preso due decisioni importanti. La prima: vincolare l'area a pochi chilometri da Siligo, fra la chiesetta bizantina di Nostra Signora di Bubalis e Monte Santo, a est della Carlo Felice, dove si è svolta l'infanzia- adolescenza del pastore Gaìnu , analfabeta sino a 20 anni, e dove poi lo stesso Ledda ha ambientato Padre padrone . La seconda: dar vita a un parco letterario che tenga conto dello straordinario valore culturale della zona. Da entrambi i provvedimenti discende un terzo effetto non irrilevante: il blocco di ogni attività estrattiva e di qualsiasi diversa iniziativa in grado di compromettere sul piano ambientale questo patrimonio naturalistico dall'altro ieri ufficialmente diventato anche patrimonio artistico. Cadono quindi i progetti per la realizzazione della cava, a suo tempo presentati a Baddhevrùstana da una Srl di Ozieri. Società che, sulla base di autorizzazioni in regola ma in mancanza di un via libera mai arrivato sull'impatto ambientale, aveva stretto rapporti con la famiglia proprietaria delle terre per concludere l'intera operazione. Dopo l'attentato subìto dallo scrittore di Siligo, il caso era rimbalzato sui notiziari tv di mezza Europa. Del fatto si era occupato anche la Rai, che aveva intervistato Gian Mario Fadda, uno degli allevatori che con i parenti posseggono gli appezzamenti a Baddhevrùstana, apparso chiaramente contrariato dall'esposto a suo tempo presentato dal narratore contro l'ipotesi di scempio ambientale. «Ieri sono ritornato nella valle dove da bambino e ragazzo ho fatto a lungo il pastore per parlare con alcuni giornalisti che volevano sentire il mio parere sugli ultimi sviluppi racconta ora Gavino Ledda Qui abbiamo incontrato proprio Gian Mario Fadda. Conoscevo bene ed ero amico dei suoi genitori. Capisco le sue ragioni: credeva che la cava potesse costituire un'opportunità. Mi ha rimproverato per aver presentato una denuncia anziché andare a parlarne con loro. Ma io ho risposto che, per come si stavano evolvendo le cose in paese, non avevo scelto. Ho spiegato che, senz'altro, dall'istituzione del parco deriveranno benefici per tutti, anche per la famiglia Fadda. Credo insomma che ci siamo chiariti, che sotto questo profilo ci sia una svolta: grazie a Baddhevrùstana è un'altra pagina tutta da scrivere che si apre, quasi come in un romanzo a lieto fine».