GALBIATE(p. zuc.) La Regione ha assegnato un contributo di 3.250 euro per l'addestramento di personale specializzato nel censimento delle «emergenze archeologiche» secondo specifici standard: l'iniziativa avverrà nell'ambito di un progetto pilota che si svolgerà sul Monte Barro e in altre tre aree protette lombarde. In caso di successo il progetto potrà essere esteso all'intero «sistema delle aree protette regionali». Il Parco Monte Barro svolgerà la sperimentazione in collaborazione col Museo Giovio di Como. A Galbiate tutti gli interventi programmati finora per la conservazione delle emergenze archeologiche messe in luce nella zona dei Prati di Barra e per la valorizzazione dei 420 reperti rinvenuti durante gli scavi (e ora esposti nell'Antiquarium, presso l'Eremo del Barro) si sono recentemente conclusi con la realizzazione del museo all'aperto di Barra e dell'Antiquarium, che sono stati riuniti a fine 2006 in un unico istituto museale denominato «Museo Archeologico del Barro», già riconosciuto dalla Regione. L'insediamento fortificato di monte Barro è, del resto, un'importante testimonianza storica: aveva una funzione difensiva e di controllo rispetto ai tracciati viari che passavano ai suoi piedi, la via d'acqua Lago di Como Adda e la via pedemontana Bergamo-Como, tratto quest'ultimo che collegava Aquileia con Treviri in Renania. Il castrum di Monte Barro fu realizzato intorno alla metà del quinto secolo; la distruzione e l'abbandono del castello viene fatto risalire dagli archeologi verso la metà del VI secolo. Il grande castello di Monte Barro coniugava tre differenti esigenze: un rifugio per le popolazioni locali; un presidio militare probabilmente localizzato presso l'Eremo; un'area fortificata sul versante meridionale utilizzata nei periodi di assedio per ammassare bestiame. Di queste vestigia il calendario ? un grande foglio plastificato ? riporta foto, mappe, ricostruzioni al computer e dettagliate spiegazioni tecniche.