Un casottino all'ingresso del centro storico di Camaiore Finito nel cassetto il prgetto "regalato" da Rovigno -------------------------------------------------------------------------------- Di per sé è già un orribile casotto, come lo sono spesso quelli dei distributori di benzina, ma oltretutto ora che è stato dipinto con un colore verde pisello smagliante è un colpo d'occhio veramente terrificante. Ed è proprio lì di fianco a Piazza XXIX Maggio la "porta" principale della città per chi arriva dalla marina. I cittadini protestano per quella bruttura all'ingresso al centro storico e l'ingegnere Marcello Pardini, amministratore delegato della storica industria camaiorese di sua famiglia, la "O. Pardini" si chiede se in comune nessuno controlla per non far commettere tali scempi. Del resto da diversi anni gli amministratori parlano di approvare un "piano del colore", ma tutto è rimasto a livello di buone intenzioni. E così una piazza di per sé già degradata, che comunque conserva il ruolo di un centro commerciale molto vivace, ha una bruttura in più. E nessuna parla più di una sua adeguata sistemazione. Anzi sembra che perfino i progetti preliminari di ristrutturazione donati dalla città di Rovigno siano scomparsi. Un atto di scortesia nei confronti della cittadina istriana gemellata con Camaiore. Infatti cinque anni fa, durante l'amministrazione Ceragioli, Rovino, per ringraziare Camaiore di tutti gli aiuti avuti durante la guerra, ordinò ad un noto architetto paesaggista, Dusan Ogrin, docente all'università di Lubiana, la progettazione della nuova piazza XXIX Maggio. Dodici furono le soluzione proposte dall'architetto e quello prescelto dall'amministrazione fu esposto nell'atrio del palazzo comunale nel febbraio del 2005. Dopo pochi mesi l'amministrazione di centrosinistra decadde e subentrò la giunta Bertola e della donazione di Rovigno nessuno più ne parlò. Anzi fu detto che non c'era traccia in municipio. Il progetto prevedeva in quella piazza tre punti ben determinati. Lo spazio tra via Vittorio Emanuele e via XX Settembre, di fronte all'ex casa littoria, doveva essere riservata ad attività culturali per concerti, teatro, riunioni, ecc; la zona tra via Vittorio Emanuele e via IV novembre sarebbe stata caratterizzata come zona per attività alberghiere, caffè ristorante e sosta, mentre l'area per l'accesso al passeggio è quella tra viale Oberdan e le vie della Fossetta e IV novembre. «Detta in poche parole - spiegò l'architetto - è necessario sviluppare una filosofia che si ponga il problema della collocazione e del ruolo della piazza nello spazio e nella vita della città. Bisogna tenere a mente che Camaiore è pur sempre un centro sociale e su di esso gravita, in primo luogo, la capacità turistica della Versilia». Il progetto prevede sulla piazza anche una scultura in marmo che richiama il paesaggio montano, irrorata d'acqua e di notte illuminata da riflettori in modo che sia visibile da lontano. Effetti d'acqua sono presenti anche con un parterre di forma rettangolare che fa l'effetto di una rotonda, formata da un numero piuttosto elevato di zampilli, regolati da un computer, che lanciano acqua con tante combinazioni. Insomma un progetto veramente d'autore. Chissà cosa avrebbe risposto, e con quale imbarazzo, l'altro giorno la delegazione di Camaiore quando era a Rovigno a presentare i reperti archeologici di Candalla, se le fosse stato chiesto se il progetto di Dusan è già realizzato...