Al via, infatti, l'intervento che restituirà dignità ad uno dei punti più malconci nel cuore della città, con il restyling accurato dei sampietrini di Largo San Matteo. Avvolti in un'annosa dimenticanza, divelti in più punti, pericolosamente "mobili" ad uso e consumo di intemperanze non solo calcistiche, verranno fatti oggetto dall'assessorato di Paolo Gatti di un intervento assimilabile a quello che ha interessato corso De Michetti. Meno luci e molte più ombre si allungano, invece, sui lavori per il parcheggio pluripiano di piazza Dante. Torna puntuale, senza abbassare la guardia, il Comitato piazza Dante, per voce di Alessio D'Egidio: «Le prime battute dei lavori lasciano presagire i gravissimi disagi che saranno procurati alla città, evidenziando un operare estemporaneo e dilettantistico. Nessuno di noi ha mai ritenuto che la tempistica trionfalistica sbandierata dalla società proponente e dall'amministrazione fosse rispettata ma nessuno poteva immaginare che i lavori sarebbero iniziati nella nebbia più assoluta, dimenticando che il solo spostamento dei sottoservizi, ora in atto, è un'operazione lunga e laboriosa che da sola ha messo a dura prova la pazienza dei commercianti. Lunga la serie di perplessità: dalla disponibilità del progetto esecutivo alle altissime probabilità che gli scavi interesseranno emergenze archeologiche, portando a contrasti tra attori ed istituzioni e prolungando a dismisura i lavori. Doveroso, a questo punto, che si apra un dibattito con la cittadinanza perché venga puntualmente informata». Un ulteriore affondo sul tema arriva anche dal segretario del Pdci, Mario Ferzetti, che non risparmia l'amministrazione Chiodi, inciampata nel «continuo rinvio della data di inizio dei lavori che sono cosa ben diversa dallo scavare una buca sotto l'ombrellone». Le accuse, riguardo quest'opera definita «dannosa ed inutile per i teramani ma forte di notevoli profitti per una cricca di costruttori», parlano di «incompetenza, superficialità, dilettantismo».