LA DECISIONE DEL GIP SULL'EDIFICIO DI S. MARIA CAPUA VETERE Dopo l'euforia per il sequestro dell'immobile, anche una parte dell'opposizione consiliare (fino a dieci mesi fa ancora maggioranza) che fa capo ai Ds, allo Sdi e all'Udeur con l'aggiunta «dell'anomalia» Udc, esce sconfitta dalla vicenda «palazzo Mariotti». È di ieri mattina, infatti, la notizia del dissequestro dell'edificio e dell'intera area circostante decisa dal gip Marina Cimma che non ha riscontrato i presupposti per il reato. Il provvedimento giudiziario, infatti, era scattato una settimana fa a poche ore dall'abbattimento e dopo una lunga visita dei carabinieri nell'ufficio tecnico del Comune al quale aveva fatto seguito il sequestro dell'immobile, di alcuni documenti nonché l'iscrizione nel registro degli indagati dell'ingegnere Antonio Ruberto. «Fin dal primo momento - ha spiegato l'avvocato del dirigente sammaritano, Raffaele Crisileo - abbiamo assicurato tutta la nostra collaborazione. Non c'era nulla da nascondere perché ogni passaggio di questa vicenda era disponibile nella documentazione prodotta per l'intervento richiesto dall'impresa edilizia». Anche da parte dell'imprenditore coinvolto in questa intricata vicenda, l'amministratore delegato della società Gld Giacomo Diana. difeso dagli avvocati Francesco Petrillo e Luigi D'Angiolella, c'è soddisfazione per il provvedimento del Gip. «Siamo contenti - ha commentato Giacomo Diana attraverso l'avvocato Petrillo - per la mancata convalida e per il conseguente dissequestro dell'immobile. Tutto ciò non fa altro che confermare quanto la società abbia sempre agito in buona fede e soprattutto nel pieno rispetto della legge». L'ultimo provvedimento in termini di tempo, però, non mette la parola fine su un caso scoppiato improvvisamente lo scorso mese di aprile. Sotto i riflettori, infatti, adesso c'è il vincolo posto sul palazzo dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici di Caserta (giunto sabato in municipio) che non consentirebbe più alcun intervento su palazzo Mariotti. Dopo le questioni tecniche, comunque, è già la volta di quelle politiche. E in questo senso si è più volte espressa l'associazione culturale «Rinascita cittadina». «Per promuovere un corretto sviluppo urbanistico di Santa Maria Capua Vetere - si legge in un documento dell'associazione - nella continuità con la sua storia e la sua tradizione, ma anche per porre fine ad una condizione di incertezza normativa che rende a tutti estremamente difficile svolgere il proprio compito in perfetta serenità, sia arrivato il momento di definire chiaramente e inequivocabilmente una volta per tutte alcuni aspetti. Innanzitutto i confini del centro storico, sulla base di una approfondita analisi storico critica del tessuto edilizio esistente, con acquisizione del parere della competente Sovrintendenza». Rinascita ha anche sollecitato gli amministratori affinché organizzino un consiglio comunale ad hoc.