Don Malvaldi: a rischio fedeli e bambini Molino: controlleremo quel cantiere -------------------------------------------------------------------------------- FORTE. «Sono fortemente preoccupato perché con lo schema strutturale della chiesa di Sant'Ermete, un escavo a poca distanza, con prosciugamento del terreno circostante, che potrebbe determinare un improvviso cedimento dell'edificio stesso, creando una situazione di grave pericolo per i fedeli, in particolare per i numerosi bambini e giovani che la frequentano giornalmente». Chiosa così, senza mezzi termini, don Piero Malvaldi, parroco del Forte sul caso del giorno: il progetto di escavazione legato all'edifico confinante con la chiesa fortemarmina sul lato monte, in seguito ad un permesso di costruzione rilasciato dal Comune fin dal giugno del 2004. «Appresi la questione nel marzo scorso - spiega Malvaldi - Scrissi una lettera sia alla società proprietaria sia ai progettisti, e soprattutto al sindaco e al dirigente dell'ufficio Urbanistica, architetto Giannecchini, inviandone poi una copia anche alla Soprintendenza ai beni culturali e monumentali. In particolare chiedevo un sopralluogo con i tecnici della parrocchia per accertare e documentare lo stato della chiesa prima dell'inizio dei lavori di pompaggio delle acque di falda e di scavo. Questa richiesta nasceva ed è tuttora giustificata dalla forte preoccupazione che la struttura della chiesa, con alte e esili pareti, con fondazioni edificate secondo le tecniche di un secolo addietro, e quindi presumibilmente poco consistenti, possa essere danneggiata da un'escavazione legata alla ristrutturazione dell'edificio confinante. Il rischio è che ci siano cedimenti che potrebbero trasformarsi in tragedia per la frequentazione costante che c'è dell'edifico di culto. Il fatto poi che i precedenti tecnici abbiano rinunciato all'incarico - evidenzia Don Malvaldi - che la Soprintendenza esprima perplessità, che la pubblica opinione paventi probabili disagi, tipo quelli subiti dalle abitazioni a seguito dei lavori eseguiti all'ex albergo Imperiale, acuisce la mia paura e preoccupazione». Il parroco sottolinea di non aver insistito, dopo l'invio della lettera. «C'erano le elezioni - dice - e non volevo che il problema fosse scambiato per una polemica politico elettorale. Adesso, però, chiedo che il sindaco Umberto Buratti e il Comune valutino attentamente la questione. Comunque, certamente, considerata la professionalità dei tecnici comunali che hanno rilasciato il permesso a costruire, sono certo che saranno effettuate ulteriori indagini e simulazioni matematiche. Personalmente mi sento in dovere, per rispetto alla comunità che presiedo, di formalizzare e insistere su questa mia preoccupazione in modo che, ove si verificassero danni alle cose o incidenti alle persone, possa difendermi di fronte alla pubblica opinione». E dal Palazzo Comunale, dove nel frattempo si è insediata una nuova Giunta, arrivano i primi segnali. «Non avremmo mai previsto nel regolamento comunale una norma in materia urbanistica per un intervento così invasivo e in grado di mettere a rischio la stabilità di un edificio storico come la chiesa di Sant'Ermete e gli stabili adiacenti», ha dichiarato l'assessore all'urbanistica, Michele Molino. «La concessione edilizia che ha permesso questo intervento - prosegue Molino - risale al 2004 e la successiva variante è datata marzo 2007, due atti, quindi, entrambi riconducibili alla precedente amministrazione. Di sicuro, noi provvederemo ad effettuare i dovuti controlli, anche perché siamo fortemente preoccupati per questa situazione. Gli uffici competenti sono già stati avvisati ed hanno attivato le dovute procedure del caso. Ritengo, infatti, che l'amministrazione comunale abbia l'obbligo di tutelare con particolare attenzione gli edifici di valore storico, quale indiscutibilmente è la chiesa di S. Ermete, patrimonio di tutti i cittadini».