Il consigliere regionale Antonio Da Re sferra un duro attacco all'Ente veneziano e ai comitati vittoriesi «Ogni iniziativa della giunta Scottà sia a livello culturale o urbanistico viene contestata: è scandaloso» «Come consigliere regionale mi impegnerò ad individuare strategia e strumenti che impediscano alla Sovrintendenza di fare il bello e il cattivo tempo in materia urbanistica, penalizzando così le amministrazioni comunali. Ho assistito da parte dell'ente veneziano ad un accanimento tale nei confronti della Giunta Scottà che veramente mi preoccupa. E non è solo Vittorio Veneto ad essere stato penalizzato. Assieme ai miei colleghi di partito stiamo, infatti, preparando un ricco dossier». Antonio Da Re, segretario provinciale della Lega Nord e consigliere regionale, oltre che capo gruppo in consiglio comunale a Vittorio Veneto, non usa mezzi termini per mettere sotto accusa la Soprintendenza, dopo la recente decisione di bloccare la costruzione della palestra e della scuola Sauro nel brolo delle monache, a San Giacomo di Veglia e anche la bretella. «Va detto che quel terreno - dice - non è di proprietà delle suore circestensi, bensì dell'Amministrazione comunale che l'ha pagato ben 355mila euro». Ma perché avete comperato quel terreno? «Semplice: in quel vasto campo avevamo intenzione di costruire una palestra e una scuola in modo da garantire ai nostri figli la possibilità di usufruire di uno spazio adeguato durante la ricreazione e di collocare l'edificio scolastico lontano dal traffico». E invece «Invece stanno facendo di tutto per ostacolarci. Quella costruzione non avrebbe reso difficoltosa la vita delle monache. Si sarebbe costruito lontano dalle mura di cinta e rispettosi del monastero». Dunque, il vero ostacolo è il convento di clausura che impedisce la realizzazione di queste opere pubbliche? «A Mestre c'è un monastero di suore di clausura. Probabilmente non sarà dello stesso ordine di questo di San Giacomo, ma intorno al convento hanno costruito, uniti al muro di cinta, anche dei bei condomini». Da Re, perchè in questi ultimi anni in città si contesta qualsiasi cosa che l'Amministrazione comunale mette in cantiere? «È vero. Si contesta tutto: dalla costruzione di una scuola ad una tangenziale o al recupero di una struttura fatiscente, come l'ex ospedale di Serravalle». Ma perché? «Sono contestazioni pilotate. Sono i gruppi di opposizione, che siedono sui banchi del consiglio comunale, a muovere uno sparuto numero di cittadini per contrastare quello che fa la giunta Scottà». Dunque, persone che protestano a scopo politico? «Assolutamente sì. Qualcuno ha infatti iniziato già da tempo la campagna elettorale per farsi eleggere alle prossime consultazioni amministrative. Sta già "studiando" da amministratore, sfruttando la buona fede della gente per tornaconto personale. Mi dispiace tanto»Ma questi Comitati riescono o meno ad ostacolare il programma amministrativo? «Direi proprio di no. L'antagonismo politico-amministrativo è evidente. Basti pensare al vecchio ospedale di Serravalle. Ci sono voluti ben sette anni di battaglie burocratiche prima di rimettere in piedi il piano di recupero e rilancio di Serravalle». Ma l'ultimo intoppo è giunto da Venezia: dalla Soprintendenza che blocca la costruzione della nuova scuola Sauro nel brolo delle monache. «È la stessa Soprintendenza che blocca una sua idea. Il progetto Storti è stato suggerito e voluto dall'architetto Monti per garantire un luogo ai bambini dove poter stare all'aria aperta lontani dal traffico». Il consigliere Posocco dice che è meglio ristrutturare la vecchia scuola e non farne una di nuova. «Intervenire su una struttura vecchia di cent'anni non mi sembra una proposta seria. Credo che ai nostri figli sia opportuno dare scuole con aule vivibili e lontani dallo smog. Ricordo che a San Giacomo transitano ogni giorno 25mila auto». Ma dove sorgerà questa nuova scuola: nel Brolo o su un altro terreno? «Costruire una scuola sull'area di 55mila metri quadrati del Brolo per noi era la soluzione ideale. Ora rimaniamo in attesa delle decisioni finali. Certamente qualcuno risponderà del danno procurato al Comune». Il Comitato di San Giacomo... «A San Giacomo i comitati sono pilotati dai rossi, sono strumentalizzati dai consiglieri di opposizione che tentano di fare fuori dall'aula, quello che non riescono a fare dentro il consiglio comunale». D'accordo, ma per il Victoria ci sono le carte bollate... «Voglio ricordare che chi oggi fomenta la nascita di Comitati o incita i cittadini a rivolgersi alla magistratura è lo stesso che ha votato in consiglio comunale per dare il via alla costruzione del Victoria Campus». Il via libera è stato infatti dato dall'allora sindaco Antonio Della Libera alla guida di una coalizione di sinistra... «Certamente. Ora tocca a noi concludere quell'intervento per non farlo diventare una cattedrale nel deserto». Andrà in porto? «Direi proprio di sì. Non ci sono elementi che possano più bloccare il completamento di quella struttura». Sarà Scottà ad inaugurare il Victoria Campus e la nuova scuola Sauro? «Per il Victoria Campus credo proprio di sì, per quanto riguarda la Sauro ho purtroppo qualche dubbio». Perchè? «La Sovrintendenza ha reso noto la sua decisione di bloccare la costruzione della scuola nel brolo delle monache, prima al Comitato e poi alla Giunta. Questo la dice lunga sulla politicizzazione della dottoressa Vecchioni e dell'architetto Monti». Chi sarà il futuro sindaco di Vittorio Veneto? «Lo deciderà Scottà». Un uomo o una donna? «Lo deciderà Scottà».